DOSSIER 2/5 — CARNEVALE STORICO DI SANTHIÀ
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Il Carnevale Storico di Santhià è, secondo la tradizione documentata, il più antico del Piemonte: i primi riferimenti scritti risalgono al 1328, mentre alcuni studi storici ipotizzano origini ancora più remote, fino al 1093. Insignito del Premio di Rappresentanza con Medaglia del Presidente della Repubblica, questo Carnevale vercellese è organizzato dall'Antica Società Fagiuolesca, un sodalizio laico che da secoli cura la manifestazione e il suo momento più identitario: la Colossale Fagiuolata.
Il "Tempore Carnevalis" si apre simbolicamente il giorno dell'Epifania e si chiude all'alba del Mercoledì delle Ceneri, ma il cuore della festa si concentra nella settimana che precede il Martedì Grasso, tra Corsi Mascherati, riti antichi (le Pule e Còngreghe, la Bissa e i Curantun, le Sveglie Antelucane) e il grande Corso Allegorico domenicale con migliaia di figuranti e carri in cartapesta.
Il momento più atteso resta la Colossale Fagiuolata del lunedì grasso: oltre 20.000 porzioni di fagioli e salame, cotte fin dal sabato precedente in 150 caldere di rame, vengono distribuite gratuitamente a residenti e visitatori da un esercito di circa 300 camerieri volontari — uno dei pasti collettivi di Carnevale più grandi d'Italia. Protagonisti delle maschere locali sono Majutin dal Pampardu e Stevulin 'dla Plisera, interpretati ogni anno da una coppia diversa scelta tra la cittadinanza.
Il Carnevale si chiude con il Rogo del Babàciu, il falò che brucia simbolicamente il fantoccio del Carnevale, accompagnato dall'ammainabandiera e dalla deposizione della statua di Gianduja. Dal 1962 la Pro Loco e l'Amministrazione Comunale affiancano l'Antica Società Fagiuolesca nell'organizzazione, e dal 2013 il Carnevale di Santhià è ufficialmente gemellato con quello di Viareggio.