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La Douja d'Or è la storica rassegna enologica di Asti, parte del trittico di eventi del celebre "Settembre astigiano" insieme al Festival delle Sagre Astigiane e al Palio. Nata nel 1967 su iniziativa di Giovanni Borello, insieme a un gruppo di protagonisti del mondo vitivinicolo locale tra cui Piero Bava di Cocconato, l'enologo Adriano Rampone e i giovani funzionari della Camera di Commercio, la manifestazione affonda le proprie radici nell'antica tradizione fieristica vinicola astigiana, che risale già all'Esposizione dei Vini del 1891.
La prima edizione si tenne dal 10 al 24 settembre 1967, nel piazzale e nelle sale del ristorante "La Grotta", con appena 87 vini in mostra presentati da una trentina di aziende — molte delle quali scomparse oggi, altre ancora protagoniste del territorio (Bava di Cocconato, Gancia e Contratto di Canelli, Perlino di Asti). Una curiosità d'epoca: tutti i vini in mostra (grignolino, barbera, freisa, dolcetto) erano in vendita a 400 lire a bottiglia.
Il nome "Douja" si riferisce all'antico boccale panciuto piemontese, tradizionalmente usato in cantina per travasare il vino, ed è simbolicamente legato alla maschera di Gianduja. Oggi la manifestazione, giunta oltre la 50ª edizione, premia ogni anno i migliori vini D.O.C. e D.O.C.G. italiani: una commissione di esperti ONAV valuta le selezioni e assegna il marchio "Douja d'Or" ai vini con punteggio di almeno 85/100, mentre quelli che superano i 90/100 ricevono l'ambito "Oscar della Douja".
Il cuore dell'edizione contemporanea è Piazza San Secondo, trasformata nel "Salotto del Vino", affiancata da un ricco calendario di eventi "Douja Off" diffusi in altri luoghi iconici della città.