DOSSIER 12 — FESTA DI SAN GIOVANNI (TORINO)
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La Festa di San Giovanni è la celebrazione del patrono di Torino, San Giovanni Battista, eletto a questo ruolo nel 602 d.C. per volontà del re longobardo Agilulfo, che fece costruire la chiesa dedicata al santo oggi divenuta il Duomo della città. Le radici della festa affondano nel Medioevo, quando il 23 e 24 giugno erano già giornate attese in tutta la città e nei villaggi limitrofi, scandite da danze, canti, banchetti e celebrazioni religiose.
Il momento più suggestivo e identitario è il Farò, il falò della vigilia che la sera del 23 giugno torna ad ardere in Piazza Castello (o, in alcune edizioni, in altre piazze del centro), preceduto dalla sfilata del Corteo Storico con circa duemila figuranti in costume, ceri e buoi. La tradizione vuole che in cima alla catasta venga issata la sagoma di un toro: se cadendo punta verso Porta Nuova, l'anno che si apre sarà fortunato per la città; se cade nella direzione opposta, l'anno sarà nefasto. Questo rito scaramantico viene seguito ogni anno con attenzione dalla stampa locale, che ne riporta puntualmente l'esito.
Il 24 giugno, giorno del patrono, il Duomo ospita la Messa Solenne con la distribuzione dei pani della Carità, mentre in città si susseguono majorettes, bande musicali, concerti e iniziative culturali diffuse — dalle aperture straordinarie di musei civici a tariffa ridotta fino al Sacrario Militare della Grande Guerra. La serata si chiude tradizionalmente con il grande spettacolo pirotecnico sul fiume Po, accompagnato da un concerto in piazza che negli anni più recenti ha assunto il formato del Vertical Stage Block Party, format nato a Torino nel 2010 che trasforma i terrazzini degli edifici di Piazza Vittorio Veneto in palcoscenici urbani.