Torino

Caffè storici di Torino: dove bere bicerin, vermouth e cioccolata

A Torino si va al caffè per sedersi. Non per prendere un espresso al volo e uscire, come accade altrove. Si va per stare, per guardare, per essere parte di uno spazio che esiste da quando il Piemonte era uno stato sovrano e i caffè erano il luogo dove si faceva politica, letteratura, filosofia.

Torino ha una tradizione caffetteria che non trova paragoni in Italia. Roma ha i suoi bar, Milano le sue colazioni veloci, Napoli il caffè al bancone come rito quotidiano. Torino ha qualcosa di diverso: i caffè come monumenti abitati. Locali che sono rimasti quasi identici per secoli, con i loro interni liberty, gli specchi dorati, i banconi di mogano, le sedie impagliate. E tre prodotti che qui esistono con una precisione che altrove non trovi: il bicerin, il vermouth e la cioccolata calda.

Questa guida non è una lista di posti da fotografare per i social. È un percorso da fare lentamente, sedendosi almeno in tre o quattro dei luoghi indicati, ordinando la cosa giusta e capendo perché questi posti sono sopravvissuti a tutto.

Il bicerin: cosa è e dove trovarlo

Il bicerin (si legge bi-çe-rìn, con la c palatale piemontese) è la bevanda simbolo di Torino. Nasce nel Settecento e si è diffuso tra la nobiltà sabauda e la borghesia torinese del periodo risorgimentale. Cavour ne era appassionato. Alexandre Dumas lo descrisse nei suoi diari di viaggio.

La composizione è semplice: cioccolata calda densa sul fondo, caffè espresso nel mezzo, latte o panna montata sopra. Servito in un piccolo bicchiere di vetro, senza cucchiaino — si beve così, a strati. Non si mescola. Ogni sorso ha una composizione diversa, più dolce o più amaro a seconda della proporzione tra i tre strati.

Caffè Al Bicerin, Piazza della Consolata 5. È il locale storico per eccellenza. Esiste dal 1763 — ininterrottamente — nel piccolo slargo davanti alla Basilica della Consolata. L'interno è rimasto fedele all'Ottocento: sei o sette tavolini, bancone in legno, nessuna modifica strutturale. Il bicerin lo fanno qui da sempre. Non è economico (intorno ai 6-7 euro), ma hai un posto nella storia ogni volta che ti siedi. Meglio la mattina, quando l'ambiente è raccolto e tranquillo.

Caffè Fiorio, Via Po 8. Più grande e più frequentato, ma con una storia altrettanto solida. Aperto dal 1780, era il caffè preferito degli ufficiali sabaudi e della nobiltà liberale risorgimentale. I gelati di Fiorio erano famosi in tutto il Piemonte. Oggi il locale è aperto e vivace, con interni che mescolano il classico e qualche intervento contemporaneo. Ottimo anche per il gelato artigianale.

Il vermouth: dove nasce e dove berlo

Il vermouth nasce a Torino. Questo non è orgoglio campanilista: è storia documentata. Nel 1786 Antonio Benedetto Carpano, liquorista in Piazza Castello, crea per primo un vino aromatizzato con erbe e spezie che chiama vermut (dall'antico tedesco wermut, assenzio). Diventa il drink della corte sabauda. Poi si diffonde nel mondo e diventa ingrediente fondamentale del Martini, del Negroni, del Manhattan.

I grandi marchi torinesi del vermouth — Carpano, Cinzano, Martini, Cocchi — sono nati qui. Alcuni sono ancora prodotti in Piemonte. Il vermouth torinese si beve con ghiaccio e scorza d'arancia, oppure con seltz, oppure liscio come aperitivo.

Paissa, Piazza San Carlo 196. Storico, nell'angolo della piazza più elegante di Torino. Aperto nel 1870. Gli interni liberty sono tra i più belli della città. L'aperitivo qui ha una dimensione diversa: un Punt e Mes o un Carpano Antica Formula con qualche stuzzichino, seduti davanti alla piazza. Un'ora che vale più di molte visite ai musei.

Caffè Torino, Piazza San Carlo 204. Sulla stessa piazza, il gemello. Fondato nel 1903, interior art nouveau, insegne d'epoca. Il tavolino sul marciapiede a settembre, con il sole pomeridiano sulla piazza, è uno dei posti più belli d'Italia per un aperitivo. Ordina un Cocchi Americano o un Barolo Chinato — un'altra specialità torinese, vino Barolo con cinchona e spezie — e non avere fretta.

Il cioccolato di torino

Torino è la capitale italiana del cioccolato. Non è un claim pubblicitario: la città ha una relazione con il cacao che risale al Seicento, quando la corte sabauda importava il cioccolato dall'America attraverso i porti spagnoli. Nel 1865 nasce il Gianduja — cioccolato mescolato con pasta di nocciole delle Langhe — inventato per aggirare il blocco napoleonico delle importazioni di cacao. Da qui nascono i gianduiotti, i cioccolatini più imitati al mondo.

Baratti & Milano, Galleria Subalpina. Fondato nel 1858, Baratti è probabilmente il locale più fotografato di Torino. La Galleria Subalpina è già di per sé un'architettura straordinaria — ferro, vetro, mosaici, negozi d'epoca. All'interno, Baratti serve cioccolate, gelati, caffè e dolci della tradizione piemontese. Il caldo di cacao è servito denso, quasi una crema. I gianduiotti sono produzione propria. Prezzi alti, qualità coerente.

Guido Gobino, Via Cagliari 15 b. Non è un caffè storico nel senso dell'Ottocento, ma è la cioccolateria più importante di Torino contemporanea. Gobino ha reinventato il Gianduja e il gianduiotto con tecniche moderne e selezione della nocciola. Il laboratorio è visitabile (su prenotazione), la boutique è aperta. Da Gobino si compra il miglior gianduiotto di Torino da portare a casa.

Venchi, varie sedi nel centro. Marchio storico di Torino (fondato 1878 a Cuneo, sviluppato a Torino) oggi con presenza nazionale. Per chi cerca qualità accessibile a prezzi non da museo: ottimo cioccolato, gianduiotti, praline, gelato al cioccolato.

Un percorso nei caffè storici: tre ore ben spese

Mattina (9:00). Caffè Al Bicerin per il bicerin della colazione. Siediti. Guarda la piazza. Dura venti minuti, con calma.

Verso le 10:30. Cammina fino alla Galleria Subalpina (dieci minuti a piedi). Baratti & Milano per la cioccolata calda. Gira per la galleria prima o dopo.

Pranzo in uno dei ristoranti vicini a Piazza San Carlo.

Tardo pomeriggio (17:30-18:00). Aperitivo da Paissa o al Caffè Torino in Piazza San Carlo. Vermouth, stuzzichini, luce del tramonto sulla piazza.

FAQ

1. Quanto costa un bicerin a Torino?
Tra 5 e 8 euro, a seconda del locale. Al Caffè Al Bicerin il prezzo è nella fascia alta (6-7 euro), ma è il locale storico originale. Nei bar normali del centro si trovano versioni del bicerin a prezzi più bassi, ma la qualità e l'autenticità variano.

2. Il bicerin si trova solo al Caffè Al Bicerin?
No, lo preparano in molti bar torinesi. Ma il Caffè Al Bicerin in Piazza della Consolata è il locale storico che porta il nome della bevanda e dove la ricetta originale è rimasta invariata dal 1763.

3. Cosa significa "bicerin"?
In dialetto piemontese, "bicerìn" significa "bicchierino". Il nome viene dalla forma del contenitore in cui è servito: un piccolo bicchiere di vetro cilindrico.

4. Il Barolo Chinato è un vino o un liquore?
È a metà: è un vino Barolo aromatizzato con china calissaia (la corteccia da cui si ricava il chinino), altre erbe e spezie. Servito come digestivo o aperitivo, ha una gradazione intorno ai 16-17 gradi. Si trova in quasi tutte le enoteche e caffè storici di Torino.

5. Dove comprare i gianduiotti originali a Torino?
Guido Gobino, Baratti & Milano, Venchi e Peyrano sono i produttori più seri in città. Evita le confezioni nei negozi di souvenir generici: spesso non sono produzione artigianale locale.

6. Il Caffè Mulassano è davvero storico?
Sì, è aperto dal 1907 ed è uno dei caffè liberty più belli di Torino. Si trova nell'angolo di Piazza Castello. È famoso anche per i tramezzini — si dice che il tramezzino italiano sia stato inventato qui nel 1925.

7. I tramezzini sono nati a Torino?
Secondo la tradizione locale, sì. Il Caffè Mulassano rivendica l'invenzione del tramezzino nel 1925. La parola fu coniata dallo scrittore Gabriele D'Annunzio. Che sia strettamente vero o no, i tramezzini da Mulassano sono ancora tra i migliori della città.

8. La Galleria Subalpina è aperta al pubblico?
Sì, è una galleria commerciale coperta. Aperta durante gli orari dei negozi interni. L'accesso è libero. Il Caffè Baratti & Milano all'interno ha orari propri.

9. I caffè storici di Torino richiedono l'abito elegante?
No, l'abbigliamento è libero. Nei caffè storici entra chiunque. Un minimo di rispetto per l'ambiente è apprezzato — non fare rumore eccessivo, lasciare i tavoli puliti — ma non ci sono dress code.

10. Quando aprono i caffè storici di Torino?
Generalmente dalle 7:30-8:00 del mattino. Le chiusure variano: alcuni chiudono nel pomeriggio, altri restano aperti fino alle 22. Il Caffè Al Bicerin segue orari particolari (spesso chiuso la domenica sera e il lunedì). Controlla sempre prima di andarci.

11. C'è differenza tra vermouth di Torino e vermouth generico?
Sì. Il Vermouth di Torino ha una denominazione geografica protetta (IGP) dal 2017. Deve essere prodotto con vino piemontese e seguire regole precise sulla composizione aromatica. I marchi torinesi storici (Carpano, Cocchi, Martini) rispettano questa denominazione.

12. Cosa ordinare nei caffè storici di Torino se non si vuole alcol?
Bicerin, cioccolata calda (densa, non il Nesquik), caffè espresso, caffè d'orzo, granita di caffè in estate. I dolci della tradizione piemontese (croissant al burro, baci di dama, canestrelli) si trovano in quasi tutti i caffè storici.

13. Il caffè Platti vale una visita?
Sì. Il Caffè Platti in Corso Vittorio Emanuele II è un altro locale storico torinese, con interni liberty degli anni Venti intatti. Meno noto ai turisti, frequentato dai torinesi del quartiere. Ottimo per una colazione tranquilla fuori dai percorsi classici.

14. I caffè storici di Torino fanno anche ristorazione?
Alcuni sì: Baratti & Milano e il Caffè Fiorio servono anche pranzo. In generale i caffè storici si concentrano su colazione, aperitivo e pomeriggio. Per il pranzo e la cena esistono ristoranti dedicati nelle strade vicine.

15. È possibile comprare il vermouth Carpano in bottiglia a Torino?
Sì. Il Punt e Mes e il Carpano Antica Formula si trovano in qualsiasi enoteca e supermercato di Torino. Buona idea come souvenir liquido da portare a casa o da regalare a chi ama la mixology.

Dove mangiare e dormire

Indirizzi selezionati nella zona — contatta direttamente via WhatsApp per prenotare.

🍽 Dove mangiare 5 indirizzi
Brün - Buona PastaFresca
Via Santa Teresa, 16/D - 10121 Torino (TO)
La Capannina RistorantePizzeria
Via Donati Vitaliano, 1 - 10121 Torino (TO)
Ristorante SushiClub
Corso Brescia, 28 - 10152 Torino (TO)
Trattoria BonBon
Via Renato Martorelli, 43 - 10155 Torino (TO)
Tre da Tre RistorantePizzeria
Via Verdi, 33/C - 10124 Torino (TO)
🛏 Dove dormire 4 strutture
HotelAdriano
Via Pollenzo, 41 - 10141 Torino (TO)
Baby HotelTorino
Corso Unione Sovietica, 561 - 10135 Torino (TO)
Victoria
Corso Regina Margherita, 8 - 10153 Torino (TO)
Torpedo
Via Nizza, 262 - 10126 Torino (TO)