A Torino si va al caffè per sedersi. Non per prendere un espresso al volo e uscire, come accade altrove. Si va per stare, per guardare, per essere parte di uno spazio che esiste da quando il Piemonte era uno stato sovrano e i caffè erano il luogo dove si faceva politica, letteratura, filosofia.

Torino ha una tradizione caffetteria che non trova paragoni in Italia. Roma ha i suoi bar, Milano le sue colazioni veloci, Napoli il caffè al bancone come rito quotidiano. Torino ha qualcosa di diverso: i caffè come monumenti abitati. Locali che sono rimasti quasi identici per secoli, con i loro interni liberty, gli specchi dorati, i banconi di mogano, le sedie impagliate. E tre prodotti che qui esistono con una precisione che altrove non trovi: il bicerin, il vermouth e la cioccolata calda.

Questa guida non è una lista di posti da fotografare per i social. È un percorso da fare lentamente, sedendosi almeno in tre o quattro dei luoghi indicati, ordinando la cosa giusta e capendo perché questi posti sono sopravvissuti a tutto.