L'aperitivo a Torino non è quello che conosci se vieni da Milano. Non è lo spritz. Non è il bancone del buffet dove prendi cinque tramezzini per non pagare la cena. È qualcosa di più vecchio, più preciso, con una storia che precede di quasi duecento anni la cultura del "dopo lavoro in Navigli."

A Torino, il vermouth nasce nel 1786. Antonio Benedetto Carpano, liquorista a Piazza Castello, crea un vino aromatizzato con erbe e spezie che prende il nome dalla parola tedesca per assenzio. La corte sabauda lo adotta. I caffè lo servono. La tradizione dell'aperitivo torinese — un bicchiere di qualità, uno stuzzichino sobrio, nessuna fretta — viene da lì.

Oggi quella tradizione convive con locali più moderni, con la mixology, con gli happy hour dei ventenni universitari. Ma i quartieri storici dell'aperitivo a Torino hanno ancora una qualità che molte città vorrebbero imitare: il piacere del bicchiere come momento sociale, non come pretesto per mangiare gratis.