Il tartufo bianco d'Alba è il prodotto gastronomico più prezioso d'Italia. Non per convenzione o per marketing: per la rarità oggettiva, per l'impossibilità di coltivarlo in modo industriale (cresce solo spontaneamente, in simbiosi con specifici alberi, in terreni specifici), per il profumo che non assomiglia a niente altro al mondo. Il mercato lo prezza come l'oro — tra i 3.000 e i 5.000 euro al chilo nelle annate buone — e ogni ottobre-novembre, ad Alba, si celebra la manifestazione più importante dedicata a questo fungo ipogeo con la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d'Alba.

La fiera non è un evento enogastronomico generico. È la piattaforma commerciale mondiale del tartufo bianco: compratori da tutto il mondo, produttori locali, ristoratori che vengono fin dalla California o dal Giappone a fare i loro acquisti. E ogni fine settimana, per circa sei settimane, Alba apre le porte ai visitatori con degustazioni, mostre, convegni e il mercato mondiale del tartufo.