L'inverno è la stagione delle Langhe che i piemontesi tengono per sé. Il turismo autunnale finisce a novembre con la Fiera del Tartufo, e da dicembre a febbraio le colline tornano a chi ci vive. I borghi medievali si svuotano di visitatori, i ristoranti lavorano con i locali, le cantine aprono le porte con la stessa cortesia ma senza l'ansia del turismo di massa. I vigneti senza foglie mostrano la struttura delle colline in un modo che il verde di primavera o il colore di ottobre non permettono — linee nude, crinali precisi, la geometria del paesaggio vinicolo ridotta all'essenziale.

Chi viene nelle Langhe in inverno cerca qualcosa di diverso dal turista di ottobre. Non cerca lo spettacolo del foliage o l'eccitazione della Fiera del Tartufo. Cerca l'autenticità di un territorio nel suo momento più privato, i prezzi che in autunno sarebbero impossibili, la relazione diretta con il produttore che in ottobre ha troppa gente da gestire per fare conversazione seria.