Il Monferrato è la parte del Piemonte che i piemontesi hanno tenuto per sé più a lungo. Meno celebre delle Langhe, meno fotografato, meno frequentato dai tour operator stranieri. Le colline ci sono, i vigneti anche, i borghi medievali idem. Ma il Monferrato ha qualcosa di suo che le Langhe non hanno: gli infernot.

Un infernot è una cavità scavata nella pietra da cantina — il "tufo" o "Pietra da Cantoni", la pietra tufacea tipica del Basso Monferrato — sotto le case, sotto le cantine, sotto i cortili. Non è una cantina qualsiasi. È un ambiente senza finestre, senza aerazione artificiale, con temperatura e umidità costanti tutto l'anno, scavato a mano dai contadini nel corso di secoli per conservare il vino. Nel 2014, insieme ai paesaggi vitivinicoli di Langhe e Roero, gli infernot del Monferrato sono stati inseriti dall'UNESCO nel Patrimonio dell'Umanità.

Tre giorni nel Monferrato sono un'esperienza completamente diversa dalle Langhe. Meno glamour, più autenticità, prezzi più accessibili, borghi che non si sono ancora trasformati in vetrine del turismo enogastronomico internazionale.