L'Alto Piemonte è il territorio dei vini dimenticati. Dimenticati non perché siano brutti — al contrario, il Nebbiolo delle valli novaresi e vercellesi produce vini che alcuni appassionati considerano tra i più eleganti e longevi d'Italia — ma perché per decenni sono rimasti nell'ombra del Barolo e del Barbaresco, le denominazioni delle Langhe che hanno monopolizzato l'attenzione internazionale.

Qui, ai piedi delle Alpi, tra Biella, Vercelli e Novara, il Nebbiolo si chiama Spanna. E lo Spanna vinificato a Gattinara, a Ghemme, a Boca, a Bramaterra, a Lessona dà vini che possono invecchiare vent'anni e che hanno una carattere completamente diverso dai cugini meridionali: più sottili, più floreali, con acidità che i Barolo giovani non sempre hanno, con tannini che richiedono anni per ammorbidirsi ma che poi regalano qualcosa di indimenticabile.

Andare in Alto Piemonte è andare dove il vino si studia ancora, dove i produttori sono spesso piccoli e diretti, dove le cantine non hanno ancora sviluppato l'enoturismo di lusso delle Langhe — e dove si compra ancora bene, perché la notorietà non ha ancora gonfiato i prezzi.