Il Lago Maggiore è stato romantico prima che il turismo diventasse un'industria. Già nell'Ottocento, quando i nobili e i borghesi dell'Europa settentrionale scendevano verso il Mediterraneo con i loro carrozze e poi i loro treni, si fermavano qui. Le ville con i giardini affacciati sull'acqua, le isole al centro del lago, l'aria mite anche d'inverno, il profumo delle camelie in primavera — tutto questo ha costruito una reputazione che resiste a duecento anni di turismo di massa.

Il Lago Maggiore romantico non è Stresa in agosto, quando la Piazza Cadorna è piena e i battelli per le Borromee fanno la fila. È Stresa in aprile quando i glicini coprono le terrazze degli hotel e le camelie di Villa Taranto sono in piena fioritura. O in settembre, con la luce d'inizio autunno e pochissima gente. O anche d'inverno, quando il lago è grigio e quieto e certi hotel abbassano i prezzi del 40%.

Questo itinerario è per chi cerca la versione più intima del lago — non quella da copertina, quella da ricordare.