Il gravel è il formato ciclismo che si adatta meglio al Piemonte. Non la bici da corsa che vuole asfalto perfetto, non la mountain bike che cerca il single track tecnico — la bici da gravel, con i suoi pneumatici larghi e la sua vocazione per le strade miste, è fatta per i viottoli tra i vigneti delle Langhe, per gli argini delle risaie vercellesi, per le mulattiere dell'Appennino alessandrino. Tutti percorsi che non si possono fare su asfalto e che in mountain bike sono sottostimolanti per chi cerca il pedal piuttosto che la discesa tecnica.

Il Piemonte ha una rete di strade bianche — strade sterrate o in ghiaino, storicamente usate per l'agricoltura — che si estende per migliaia di chilometri. Alcune sono mappate, molte non lo sono ancora completamente. Il gravel qui è un'attività che si costruisce ancora, con i ciclisti che esplorano e condividono le tracce, con i percorsi che si scoprono chiedendo agli agricoltori locali dove porta quella strada che si perdeva tra i filari.