La Via Francigena è il cammino medievale che collegava Canterbury a Roma. Nel Medioevo lo percorrevano re, vescovi, mercanti e pellegrini comuni — in media quaranta giorni da Canterbury all'Urbe, attraverso l'Inghilterra, la Francia, la Svizzera, e poi l'Italia. Il tratto italiano entra in Piemonte dal Colle del Gran San Bernardo e scende verso la pianura padana, attraversando la Valle d'Aosta, l'Alto Piemonte e il Piemonte meridionale fino ad avvicinarsi alla Lombardia.
Il Piemonte — e in particolare il tratto da Ivrea a Vercelli, poi verso Pavia — è uno dei segmenti più caratteristici della Francigena italiana. Non per le montagne o i paesaggi alpini (quello è il tratto valdostano), ma per il paesaggio della pianura padana: le risaie di Vercelli, le nebbie autunnali, le abbazie romaniche sparse nella campagna, i borghi medievali che il cammino attraversa senza fretta.
Il percorso piemontese della francigena
Il tratto piemontese della Via Francigena comincia convenzionalmente a Pont-Saint-Martin (Valle d'Aosta) e scende verso la pianura attraverso Ivrea — primo centro abitato di rilievo, con il suo castello medievale e il centro storico — poi prosegue verso Santhià, Vercelli, Robbio, fino al confine con la Lombardia verso Pavia.
La lunghezza complessiva del tratto piemontese è di circa 150-160 km, organizzato in 8-10 tappe di 15-20 km ciascuna. Il percorso è segnato con il simbolo ufficiale della Francigena (una croce e un bastone del pellegrino) e la segnaletica del CAI.
Le tappe principali:
Pont-Saint-Martin — Ivrea (circa 30 km, 2 tappe): La discesa dalla Valle d'Aosta verso il Canavese. Il paesaggio cambia rapidamente dall'alpino al collinare. Ivrea è la città di Adriano Olivetti e del Carnevale con la Battaglia delle Arance.
Ivrea — Santhià (circa 35 km, 2 tappe): La transizione dalla collina alla pianura. Il percorso attraversa la Serra morenica d'Ivrea — il sistema di colline create da un antico ghiacciaio. Abbadia di Fruttuaria, fondata nell'anno 1000, è una delle tappe storiche di questa sezione.
Santhià — Vercelli (circa 22 km, 1-2 tappe): La pianura delle risaie. In primavera-estate, i campi allagati riflettono il cielo. Il percorso è pianeggiante e si cammina veloce. Vercelli ha il Duomo romanico, la Basilica di Sant'Andrea (gotica, straordinaria), le vie medievali.
Vercelli — confine Lombardia (circa 25 km): La fine del tratto piemontese, attraverso borghi di risaia e campagna padana.
Come preparare il cammino
La Credenziale:
Il documento ufficiale del pellegrino che viene timbrato in ogni tappa. Si richiede alle associazioni Amici della Via Francigena, alle associazioni di pellegrini locali, o in certi centri di accoglienza lungo il percorso. La Credenziale dà accesso agli alloggi convenzionati a prezzi ridotti.
La Composita:
Il certificato finale che si riceve arrivando a Roma (o al termine del cammino) dopo aver raccolto un numero sufficiente di timbri. Sul tratto piemontese, i timbri si raccolgono nelle chiese, nei comuni, nei rifugi per pellegrini.
Equipaggiamento essenziale:
Zaino da 10-12 kg massimo (si porta tutto sulle spalle per settimane). Scarpe da trekking rodato. Abbigliamento a strati. Sacco a pelo leggero (alcune strutture non forniscono lenzuola). Kit di pronto soccorso base con cerotti per le vesciche. Bastoncini da trekking (aiutano enormemente nelle discese e nelle giornate lunghe).
Applicazioni utili:
L'app ufficiale "Via Francigena" ha le mappe GPS del percorso, i punti di sosta, le strutture di accoglienza. Komoot ha il percorso scaricabile offline.
Dove dormire: l'ospitalità sul cammino
Il tratto piemontese della Francigena ha un sistema di ospitalità che si è sviluppato negli ultimi anni ma non è ancora così diffuso come il Cammino di Santiago. Non ci si può aspettare un ostello ogni 15 km — bisogna pianificare le tappe con più attenzione.
I tipi di alloggio:
- Ostelli del pellegrino: Strutture specifiche per i camminatori, con prezzi accessibili (15-25 euro per una notte in camerata, spesso con cena). Non molti lungo il tratto piemontese — prenota in anticipo.
- Accoglienza parrocchiale: Le chiese lungo il percorso spesso offrono accoglienza gratuita o a offerta libera. Alcune parrocchie hanno spazi dedicati, altre mettono a disposizione sale polifunzionali. Contatta la parrocchia in anticipo.
- B&B e agriturismi convenzionati: Strutture che aderiscono al sistema Francigena con prezzi agevolati per i pellegrini con la Credenziale. L'elenco è sul sito ufficiale della Via Francigena.
- Hotel: Nei centri più grandi (Ivrea, Vercelli) ci sono hotel normali. Più costosi, ma utili per le tappe con pochi alloggi alternativi.
Quando camminare il tratto piemontese
Primavera (aprile-giugno): Il clima è ideale. Le risaie di Vercelli in giugno, con i campi appena allagati che riflettono il cielo, sono uno dei paesaggi più particolari d'Italia. La neve sul Gran San Bernardo può ancora chiudere il valico ad aprile.
Autunno (settembre-ottobre): Bello per le colline del Canavese in foliage. La nebbia padana comincia a ottobre — chi ama il paesaggio nordico, l'autunno è il momento giusto.
Estate (luglio-agosto): Il caldo della pianura padana è intenso. Non la stagione migliore per le tappe verso Vercelli. Le colline del Canavese restano percorribili.
FAQ
1. La Via Francigena piemontese è tutta pianura?
No. Il tratto da Pont-Saint-Martin a Ivrea scende dall'alta quota della Valle d'Aosta attraverso colline e la Serra morenica. Da Ivrea in poi verso la pianura, il percorso è prevalentemente pianeggiante o con lievi ondulazioni.
2. Quanto tempo ci vuole per camminare il tratto piemontese?
8-10 giorni per il tratto completo da Pont-Saint-Martin alla Lombardia (circa 150-160 km). Con tappe di 15-20 km al giorno.
3. Serve l'abbigliamento tecnico specifico per la Francigena?
Non necessariamente da alta montagna. Scarpe da trekking valide, abbigliamento a strati, qualcosa di impermeabile. Il tratto piemontese non ha difficoltà alpinistiche.
4. La Via Francigena in Piemonte attraversa zone di interesse storico?
Sì. Ivrea (UNESCO per l'eredità Olivetti), la Abbadia di Fruttuaria, Vercelli con la Basilica di Sant'Andrea (considerata la prima chiesa gotica in Italia), la pieve romanica di Santhià. Il percorso attraversa secoli di storia.
5. Esiste un'associazione che supporta i pellegrini sul tratto piemontese?
L'Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF) ha sede in Italia e coordina il percorso. Localmente, le Pro Loco e le parrocchie dei comuni lungo il percorso sono i punti di riferimento. Il sito viefrancigene.org ha le informazioni più aggiornate.
6. Si può camminare solo alcune tappe senza fare il percorso completo?
Sì. Molti camminatori scelgono 2-3 giorni su un tratto specifico — per esempio solo il segmento Ivrea-Vercelli — senza l'obiettivo di raggiungere Roma. La Francigena non richiede di camminare tutto.
7. L'accoglienza parrocchiale è gratuita?
Di solito è a offerta libera — non gratuita nel senso "senza contribuire", ma senza prezzo fisso. Una donazione è attesa e apprezzata. Alcune strutture parrocchiali chiedono un contributo minimo.
8. La Via Francigena in Piemonte ha strutture per il bagaglio?
Non un sistema organizzato come quello di Santiago (dove i bagagli si spediscono tra le tappe). Chi cammina porta tutto con sé. Qualche operatore locale offre il servizio di trasferimento bagagli su richiesta — cerca online per il tratto che ti interessa.
9. Vercelli vale una visita anche fuori dal cammino?
Sì. La Basilica di Sant'Andrea (1227) è uno degli edifici gotici più importanti d'Italia. Il centro storico ha il Duomo romanico, le vie medievali, le torri. Vercelli è spesso dimenticata come destinazione turistica ma ha una densità storica notevole.
10. La Francigena in Piemonte è frequentata come Santiago?
No. La Via Francigena ha una frequentazione molto inferiore al Cammino di Santiago. Sul tratto piemontese si cammina spesso in solitudine, senza incrociare decine di pellegrini al giorno. È un pregio o un limite a seconda di cosa si cerca.
11. Esiste una guida cartacea per la Francigena piemontese?
La guida Terre di Mezzo editore dedica volumi separati ai tratti italiani della Francigena. Il tratto piemontese è incluso nel volume della Francigena italiana. Disponibile nelle librerie specializzate e online.
12. Il cammino è adatto a persone senza esperienza di trekking?
Il tratto pianeggiante (da Ivrea verso Vercelli) è accessibile a chi ha una discreta forma fisica ma non esperienza specifica. La discesa dalla Valle d'Aosta ha dislivelli che richiedono allenamento.
13. Cosa si mangia lungo la Via Francigena in Piemonte?
Cucina piemontese nei ristoranti e trattorie dei borghi. Il riso di Vercelli — i risotti con rane, la paniscia (risotto con fagioli e cotenne), la minestra di verze — nella zona della pianura. In Canavese, cucina di montagna-collina.
14. I bastoncini da trekking aiutano sul tratto piemontese?
Per il tratto pianeggiante, meno necessari. Per la discesa dalla Valle d'Aosta, molto utili. In generale, i bastoncini riducono lo sforzo sulle ginocchia nelle discese e migliorano l'equilibrio su terreno sconnesso.
15. Si può camminare la Francigena anche con bambini?
Teoricamente sì per i tratti pianeggianti e con bambini abituati a camminare (dai 10-12 anni). Il ritmo del cammino con bambini piccoli è incompatibile con le distanze di una tappa standard (15-20 km). Considera tappe molto più corte se porti bambini.