Il Piemonte ha una storia industriale tra le più ricche d'Europa. Non solo FIAT e Olivetti — anche il tessile di Biella e Prato di Sesia, le vetrerie di Altare, i lanifici della Val Sesia, le officine meccaniche di Torino, le miniere di amianto della Val di Lanzo, i cementifici della Val di Susa. Un patrimonio costruito tra l'Ottocento e il Novecento che oggi, in parte, è ancora in piedi — e che racconta un'Italia industriale che pochi conoscono.

L'archeologia industriale è la disciplina che studia questi luoghi. Non è storia dell'economia astratta — è storia concreta di edifici, macchine, strumenti, condizioni di lavoro. Visitare una filanda dell'Ottocento a Torino, scendere in una miniera di amianto nelle valli, camminare tra gli edifici di Olivetti a Ivrea significa capire come si è costruita la modernità italiana.