Palazzo Madama è l'edificio che racconta meglio di qualsiasi altro la storia di Torino. Non perché sia il più bello — la Basilica di Superga ha la posizione, la Reggia di Venaria ha la grandiosità — ma perché in un unico blocco edilizio coesistono e si leggono quattro epoche costruttive separate da secoli: le torri della porta decumana romana del II-III secolo d.C., il castello medievale dei Savoia del XIV-XV secolo, le ampie ali rinascimentali aggiunte dalle Madame Reali nel XVII secolo, e la facciata barocca di Filippo Juvarra del 1718-1721. Nessun altro edificio europeo di dimensioni comparabili mostra questa stratificazione storica in modo così integro e leggibile.

Il nome "Palazzo Madama" deriva dalle "Madame Reali" — le vedove dei duchi e poi re di Savoia che governarono come reggenti durante la minorità dei figli. Il palazzo fu la residenza di Maria Cristina di Francia (reggente 1637-1648) e di Giovanna Battista di Savoia-Nemours (reggente 1675-1684), entrambe donne di grande capacità politica che lasciarono un'impronta permanente sull'edificio e sulla città.