Torino è la città barocca meglio conservata d'Italia. Questa affermazione richiede una precisazione: non la più ricca di edifici barocchi singoli (Roma ha più chiese, Napoli più palazzi), ma quella dove il barocco è ancora leggibile come sistema urbano — strade, piazze, portici, vedute prospettiche — nel modo in cui fu progettato nel XVII-XVIII secolo. Questo perché Torino ha avuto la fortuna di non subire grandi bombardamenti nella Seconda Guerra Mondiale nel centro storico, e la sfortuna (dal punto di vista dello sviluppo economico) di perdere centralità politica nel 1865. Senza la pressione dello sviluppo, il centro è rimasto quasi intatto per 150 anni.

Il sistema urbanistico barocco di Torino fu costruito in tre fasi: la città medievale romana (il castrum con il reticolo di strade che ancora si legge), l'espansione sabauda del XVII secolo (i progettisti Vitozzi, Castellamonte, Guarini), e la trasformazione del XVIII secolo (Juvarra e Alfieri). Ogni fase ha aggiunto strati senza cancellare i precedenti.