Oggebbio è uno di quei comuni del Lago Maggiore che si trovano cercando altro. Non è nei circuiti principali, non ha attrazioni che appaiono nelle prime pagine di Google, non ha un hotel di riferimento né un ristorante stellato. Ha invece una posizione panoramica eccezionale sulla sponda piemontese dell'alto lago — le case si dispongono su terrazze che scendono verso l'acqua da una collina di 500 m — e una rete di frazioni quasi spopolate collegate da sentieri attraverso boschi di castagni che la maggior parte dei turisti del Verbano non percorrerà mai.

Oggebbio è il comune dell'alto lago piemontese perfetto per chi vuole il lago senza il lago da cartolina — non le ville, non i battelli turistici, non il pescatore in posa. Il lago visto dall'alto, da un punto che richiede un po' di sforzo per raggiungerlo, ha una qualità diversa: non è il soggetto fotografico, è l'orizzonte di tutta la vita del posto.

Con 950 abitanti distribuiti in più di venti frazioni sulle colline, Oggebbio non ha un centro compatto — è un comune diffuso, dove la frazione principale non è più grande delle altre. Questa struttura riflette la storia di un territorio dove ogni piccolo colle aveva il suo insediamento, ogni famiglia aveva il suo orto terrazzato, ogni frazione aveva la sua cappella votive e il suo piccolo campo.