La Palazzina di Caccia di Stupinigi è una delle opere più audaci di Filippo Juvarra — il salone centrale ha una pianta a croce di Sant'Andrea con quattro ali simmetriche che si irradiano da un corpo circolare sormontato da un cervo in bronzo dorato, e questa pianta, vista dall'alto, somiglia più a una farfalla che a un palazzo. Fu costruita tra il 1729 e il 1733 per Vittorio Amedeo II di Savoia come residenza di caccia nella pianura a sudovest di Torino, e in cinque secoli di storia ha ospitato nozze reali, ufficiali napoleonici, depositi militari, e dal 1919 il Museo dell'Arte e dell'Ammobiliamento gestito dall'Ordine Mauriziano.

Stupinigi non è nel circuito dei turisti di passaggio a Torino — è a 10 km dal centro, richiede un piccolo sforzo logistico, e la sua fama è oscurata dalla Reggia di Venaria, più grande e più recente nel restauro. Eppure per chi si interessa di architettura barocca, Stupinigi è irrinunciabile: il Salone Centrale di Juvarra è la sala più riuscita del Settecento italiano, e questo è un giudizio condiviso da storici dell'arte che normalmente non concordano su nulla.