La cucina piemontese è la più complessa d'Italia. Non la più famosa — quella è probabilmente la napoletana o la siciliana. Non la più semplice — quella è la ligure. Ma la più stratificata: una cucina che ha radici contadine e alpine, che è stata rielaborata dalla corte sabauda nel XVII-XVIII secolo, che ha ricevuto l'influenza francese attraverso i confini permeabili delle Alpi occidentali, e che si è consolidata in una tradizione che va dalla bagna cauda delle cascine di pianura al tartufo bianco dei ristoranti stellati, dal bollito misto di sei ore ai tajarin in dieci minuti.

Il Piemonte ha più stelle Michelin pro capite delle altre regioni italiane. Ha più formaggi DOP (6) che qualsiasi altra regione del nord. Ha il vino più famoso d'Italia (il Barolo) e il prodotto più costoso per peso in gastronomia (il tartufo bianco d'Alba, fino a 5.000 euro al kg). E ha una cucina quotidiana — quella delle trattorie di campagna, delle osterie di paese, delle cucine di agriturismo — che non ha bisogno del tartufo per essere straordinaria.