1. La Morra, Annunziata e Barolo. È la giornata da scegliere per capire le Langhe senza correre: crinali, vigne, piccoli centri e una chiusura a Barolo. Meglio partire presto e usare la batteria con criterio sulle rampe, non solo negli ultimi chilometri.
2. Barbaresco, Neive e Treiso. Più raccolto del circuito del Barolo, ma non piatto. Funziona per chi vuole paesaggio, cantine e paesi in pietra senza inseguire i punti più fotografati delle Langhe centrali.
3. Pollenzo, Bra e le Rocche del Roero. È un percorso da scegliere per alternare gastronomia, boschi e saliscendi. Le Rocche richiedono prudenza: dopo la pioggia alcuni tratti di terra possono cambiare completamente carattere.
4. Canelli, Calamandrana e le colline del Moscato. È un'uscita più morbida, utile a chi vuole il Monferrato del vino con meno pressione rispetto alle Langhe. La visita in cantina va fissata prima, non improvvisata alle quattro del pomeriggio.
5. Cella Monte, Rosignano Monferrato e i paesi degli infernot. Qui l'e-bike serve soprattutto a collegare paesi vicini ma ondulati. È il tracciato giusto per chi vuole architettura rurale, cortili, pietra e ritmo lento.
6. Gavi, Novi Ligure e le colline di Libarna. Unisce vino bianco, pianura e salite brevi. È una buona scelta di mezza stagione, quando l'aria è più stabile e si può costruire una giornata tra bicicletta e sito archeologico.
7. Colli Tortonesi tra Tortona, Sarezzano e Costa Vescovato. Non cercare il colpo d'occhio da cartolina a ogni curva: qui il valore è il paesaggio agricolo più appartato e l'incontro con produttori meno esposti.
8. La Via delle Risorgive tra Airasca, Vigone e Moretta. È una soluzione quasi piatta e concreta, utile per famiglie o per chi non vuole testare subito la propria forma. Non è una fuga alpina: è pianura lenta, acqua, campagna e borghi minori.
9. Le risaie tra Vercelli, Asigliano e Trino. Qui la bicicletta non cerca dislivello ma orizzonte. In primavera e inizio estate l'acqua cambia la percezione dei campi; in piena estate servono ombra, acqua e partenza mattutina.
10. Ivrea, il Lago Sirio e i cinque laghi. È un itinerario breve ma non banale, adatto a chi vuole acqua, boschi e una città con identità industriale. Le rampe attorno ai laghi sono più serie di quanto appaia dalla mappa.
11. Oropa e il Biellese collinare. Non va venduto come semplice giro da santuario: la salita verso Oropa richiede preparazione e gestione batteria. Meglio pensarlo come percorso con assistenza, oppure come giornata a due livelli, con una base più bassa per chi non vuole affrontare la quota.
12. Saluzzo, Manta e la pianura ai piedi del Monviso. È una scelta elegante per chi preferisce castelli, portici e campagna. Si pedala meglio fuori dalle ore calde; il Monviso resta sullo sfondo senza obbligarti a fare montagna.
13. Lago d'Orta tra Orta San Giulio, Ameno e i paesi alti. Qui serve una bici stabile e una guida prudente nelle discese. Il premio è la combinazione rara di lago, boschi e borghi, da chiudere con una passeggiata senza bicicletta nel centro di Orta.
14. Verbania, Fondotoce e la piana verso il Lago di Mergozzo. È un itinerario più accessibile, con acqua e vista sul Verbano. Va bene anche a chi vuole alternare pedalata, traghetto o giardini, senza dipendere da salite continue.
15. Val Maira bassa tra Dronero e i paesi della valle. Non è un percorso da fare inseguendo chilometri: è una porta d'ingresso alla montagna. Scegli tratti asfaltati e basi certe, evitando di trasformare un giro panoramico in una discesa tecnica fuori programma.