Il Parco Nazionale della Val Grande, istituito nel 1992, protegge quella che viene comunemente descritta come l'area wilderness più estesa d'Italia — un territorio di circa 15.000 ettari nel cuore del Verbano-Cusio-Ossola dove l'assenza quasi totale di strade carrozzabili e di insediamenti permanenti ha permesso alla natura di riconquistare uno spazio che fino alla metà del Novecento era abitato e coltivato.
Il paradosso della Val Grande è proprio questo: la sua "selvaggia" attuale non è naturale in senso primario, ma è il risultato dell'abbandono umano. Fino agli anni Cinquanta del Novecento, le valli erano popolate da comunità di montanari che praticavano un'agricoltura di sussistenza su terrazzamenti oggi quasi completamente ricoperti dal bosco. Lo spopolamento progressivo, dovuto all'emigrazione verso le città e all'estero, ha lasciato che la foresta si riprendesse gradualmente questi spazi, creando l'effetto "wilderness" che oggi attrae escursionisti esperti da tutta Europa.
La storia: da territorio abitato a wilderness
Le tracce dell'antica presenza umana sono ancora visibili per chi sa riconoscerle: muretti a secco che un tempo delimitavano i terrazzamenti agricoli, ruderi di alpeggi abbandonati, sentieri che un tempo collegavano comunità oggi scomparse. Camminare in Val Grande significa attraversare un paesaggio che porta i segni di una civiltà contadina di montagna estinta, ormai assorbita dalla vegetazione.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, la Val Grande fu anche teatro di eventi drammatici legati alla Resistenza partigiana — la "Repubblica Partigiana della Val Grande" resistette per un breve periodo nel 1944 prima di essere duramente repressa dalle forze nazifasciste, episodio noto come uno dei più tragici della Resistenza piemontese.
La natura del parco
Il Parco Nazionale della Val Grande tutela un ecosistema forestale di notevole valore, con boschi di faggio e castagno alle quote più basse che lasciano spazio a vegetazione alpina man mano che si sale. La fauna include camosci, caprioli, e una significativa popolazione di rapaci, tra cui l'aquila reale, che trova in questo territorio relativamente indisturbato condizioni favorevoli alla nidificazione.
L'escursionismo in val grande
Il parco non è adatto a escursionisti principianti senza preparazione — i sentieri sono spesso poco segnalati, le distanze tra i punti di appoggio (bivacchi e rifugi) sono significative, e l'assenza di strade rende necessaria un'attenta pianificazione logistica. Per chi è alle prime armi con questo tipo di escursionismo, l'articolo 347 offre indicazioni specifiche su come prepararsi per una prima esperienza in sicurezza.
Per gli escursionisti esperti, la Val Grande offre alcuni dei trekking più autentici e meno frequentati delle Alpi italiane, con la possibilità di percorrere più giorni di cammino attraverso un territorio dove l'incontro con altri escursionisti è raro.
I bivacchi e i punti di appoggio
Data l'assenza di strutture ricettive tradizionali all'interno del cuore del parco, gli escursionisti che affrontano percorsi pluri-giornalieri si appoggiano a una rete di bivacchi e rifugi non custoditi, gestiti secondo il principio dell'autosufficienza tipico delle aree wilderness — portare tutto il necessario, lasciare il bivacco pulito per chi verrà dopo.
Dettaglio vissuto
Le guide alpine che operano regolarmente in Val Grande raccontano un fenomeno che colpisce molti escursionisti alla prima visita: il silenzio assoluto che si sperimenta camminando per ore senza incontrare altre persone, segnali di civilizzazione, o anche solo il rumore distante di un'auto. In un'epoca di iperconnessione, questo silenzio viene descritto da molti visitatori come un'esperienza quasi disorientante nei primi momenti, seguita da un progressivo senso di pace che gli psicologi ambientali associano ai benefici della "immersione nella natura selvaggia" (wilderness therapy), un concetto sempre più studiato anche in Italia per i suoi effetti sul benessere psicologico.
Box dati — parco nazionale della val grande
| Dato | Valore |
|------|--------|
| Istituzione | 1992 |
| Superficie | ~15.000 ettari |
| Caratteristica principale | Area wilderness più estesa d'Italia |
| Storia | Antico territorio abitato, spopolato dal XX secolo |
| Fauna | Camosci, caprioli, aquila reale |
| Repubblica Partigiana della Val Grande | 1944, episodio della Resistenza |
| Accessibilità | Solo a piedi; assenza di strade interne |