Il Parco Nazionale della Val Grande, istituito nel 1992, protegge quella che viene comunemente descritta come l'area wilderness più estesa d'Italia — un territorio di circa 15.000 ettari nel cuore del Verbano-Cusio-Ossola dove l'assenza quasi totale di strade carrozzabili e di insediamenti permanenti ha permesso alla natura di riconquistare uno spazio che fino alla metà del Novecento era abitato e coltivato.

Il paradosso della Val Grande è proprio questo: la sua "selvaggia" attuale non è naturale in senso primario, ma è il risultato dell'abbandono umano. Fino agli anni Cinquanta del Novecento, le valli erano popolate da comunità di montanari che praticavano un'agricoltura di sussistenza su terrazzamenti oggi quasi completamente ricoperti dal bosco. Lo spopolamento progressivo, dovuto all'emigrazione verso le città e all'estero, ha lasciato che la foresta si riprendesse gradualmente questi spazi, creando l'effetto "wilderness" che oggi attrae escursionisti esperti da tutta Europa.