Gianni Agnelli non fu solo il volto pubblico della FIAT per quarant'anni: fu, negli anni Cinquanta, uno dei pochissimi uomini al mondo a raggiungere lo status di icona di stile senza essere un attore o un personaggio dello spettacolo. La sua eredità più materiale — letteralmente, gli abiti del suo guardaroba — è arrivata fino a oggi attraverso un solo erede: non il nipote designato a capo dell'impero industriale, ma quello considerato per anni il più "scomodo" della famiglia.
⚠️ Una piccola correzione: il nipote che indossa davvero gli abiti ereditati è quello di Gianni Agnelli — l'Avvocato, già raccontato nella Puntata 24 — non di Andrea. Ed è esattamente vero quello che ricordavi: tra tutti i nipoti, solo Lapo Elkann ha fatto propria quella eredità sartoriale, indossando capi realmente appartenuti al nonno.
Lo stile di Gianni Agnelli era fondato su un paradosso solo apparente: abiti su misura realizzati in esclusiva dalla sartoria milanese Caraceni, di fattura impeccabile, ma indossati sempre con un piccolo dettaglio "fuori posto" capace di sovvertire la perfezione formale — gli scarponi da trekking marroni sotto i pantaloni dell'abito, l'orologio portato sopra il polsino della giacca anziché sotto, il nodo della cravatta allentato e spostato di lato. Questa tecnica, che i critici di moda definiscono "sprezzatura" — l'arte tutta italiana di trattare con apparente leggerezza e noncuranza anche i dettagli più curati — rese Agnelli immediatamente riconoscibile tra la folla, anche in un Paese già all'avanguardia nel mondo della moda.
Tra i nipoti di Gianni Agnelli, è Lapo Elkann — fratello di John Elkann, oggi alla guida di Exor e Ferrari — ad aver ereditato direttamente la sensibilità stilistica dell'Avvocato. Secondo le ricostruzioni giornalistiche specializzate in moda, Lapo possiede realmente capi appartenuti al nonno, fatti riadattare su misura per indossarli ancora oggi — non una semplice ispirazione stilistica "a distanza", ma un'eredità materiale concreta, di tessuto e sartoria, che lega fisicamente i due uomini attraverso le stesse stoffe. Coerentemente con questa eredità, Lapo è stato eletto per quattro anni consecutivi "Best Dressed Man" da Vanity Fair, entrando nella Hall of Fame della rivista accanto agli stessi illustri nonni — e nel 2007 fu incoronato da Vogue come uomo meglio vestito al mondo.
Se Gianni Agnelli incarnava un'eleganza classica appena "scomposta" da un singolo dettaglio ribelle, Lapo ha portato quella stessa filosofia di rottura molto più avanti, fino a renderla il proprio tratto distintivo principale: abiti su misura italiani affiancati ad accessori vistosi e inattesi — occhiali dalle montature maxi e coloratissime (il suo marchio Italia Independent), cappelli di ogni tipo dal Borsalino classico (già raccontato nella Puntata 44) alla paglietta da mare, completi confezionati con foderine personalizzate fino a riprodurre, in un caso, il disegno della propria barca. Nel 2010 Lapo firmò anche una capsule collection di abiti su misura con Gucci, "Lapo's Wardrobe", disegnata insieme all'allora direttore creativo Frida Giannini — fino a 178 combinazioni cromatiche e tessili, un'eccellenza dichiaratamente Made in Italy che ricorda, amplificandola, l'attenzione sartoriale ereditata dal nonno.
Un filo cromatico lega esplicitamente le tre generazioni: il bianco e nero della Juventus, già raccontato nelle Puntate 24 e 66 attraverso la storia della "sgambata" di Ferragosto e i legami della squadra con i tifosi meridionali, ricorre spesso negli outfit di Lapo durante le trasferte allo stadio — un omaggio cromatico costante alla squadra di famiglia, oltre che al nonno che ne fu presidente per decenni. Una dinastia che, attraverso lo stile personale prima ancora che attraverso il controllo azionario dell'azienda, ha trasformato il proprio gusto privato in un vero e proprio codice riconoscibile a livello internazionale — capace di restare, decenni dopo la morte dell'Avvocato, ancora oggetto di analisi sulle riviste di moda di tutto il mondo.
• Villa Frescot, Torino — già Puntata 24, dove Gianni Agnelli visse e morì • Villar Perosa (TO) — già Puntata 24, residenza storica di famiglia • Borsalino Museum, Alessandria — già Puntata 44, marchio storico ancora presente nel guardaroba di Lapo Elkann