Ventiquattro chilometri da Torino, ottanta ettari di giardini, una delle regge barocche più grandi d'Europa. La Reggia di Venaria Reale è meno famosa di Versailles e meno visitata di Palazzo Reale di Caserta, ma per chi viene dal Piemonte o da Torino è semplicemente il luogo che fa capire a cosa si riferivano i Savoia quando costruivano il loro stato.

Voluta da Carlo Emanuele II di Savoia nel 1658 come residenza di caccia, la Reggia fu poi ampliata da Vittorio Amedeo II che incaricò Filippo Juvarra — lo stesso architetto di Palazzo Madama e della Basilica di Superga a Torino — di trasformarla in una residenza degna della corona. Il risultato fu uno dei complessi barocchi più imponenti d'Italia. Nel 1997 è stata inserita nell'elenco UNESCO delle Residenze Sabaude del Piemonte.

Abbandonata dopo l'unità d'Italia, usata come caserma militare per oltre un secolo, la Reggia fu restaurata a partire dagli anni Novanta con uno degli interventi di recupero architettonico più importanti della storia recente italiana. Riaperta al pubblico nel 2007, è oggi una delle mete culturali più significative del nord Italia.