Rubrica · Piemonte Nascosto
Puntata 1 di 62

Il Salotto dei Savoia: Piazza Castello e Dintorni

Mole Antonelliana, Palazzo Reale, Palazzo Madama,
Il Salotto dei Savoia: Piazza Castello e Dintorni

C'è un fazzoletto di Torino, largo poco più di trecento metri, dove si decise per secoli il destino di un regno — e dove, parallelamente, si decise anche cosa avrebbe mangiato, bevuto e indossato quel regno. Piazza Castello e Piazza Carignano sono il cuore di tutto: da una parte i Savoia regnavano da Palazzo Reale e Palazzo Madama, dall'altra, a pochi passi, il primo Parlamento italiano discuteva di unità nazionale dentro Palazzo Carignano. Ma è passeggiando tra le botteghe storiche di questo isolato che si scopre il vero pettegolezzo dell'epoca.

ANEDDOTO 1 — LA CORSA ALLA LUCE A GAS

Nell'Ottocento, essere il primo locale di Torino a illuminarsi a gas era questione di prestigio quanto avere un tavolo fisso a corte. Il Caffè San Carlo, in piazza San Carlo, vinse la gara nel 1832, diventando il primo caffè d'Italia con illuminazione a gas — un primato che lo rese subito ritrovo di patrioti e intellettuali risorgimentali (Cavour, D'Azeglio, Lamarmora), al punto da essere chiuso più volte per sospetta attività sovversiva. Il Ristorante del Cambio, in piazza Carignano, ci arrivò otto anni dopo, nel 1840, ma con un vantaggio decisivo: la sua luce illuminava ogni sera i tavoli dove sedeva Camillo Benso di Cavour, che da lì — letteralmente — teneva d'occhio chi entrava e usciva da Palazzo Carignano, sede del Parlamento Subalpino proprio di fronte. Il Cambio, fondato nel 1757, è ancora oggi lì, con la "sala Cavour" intatta e il suo tavolo, vista Palazzo Carignano, prenotabile.

ANEDDOTO 2 — I FORNITORI UFFICIALI DI CASA SAVOIA

A pochi metri da Palazzo Reale, in piazza Castello, il minuscolo Caffè Mulassano (31 metri quadri, tra i locali più piccoli d'Italia) custodisce un segreto goloso: qui, nel 1925, una giovane torinese di ritorno dagli Stati Uniti, Angela Demichelis Nebiolo, ebbe l'idea di non tostare il pane di un sandwich all'americana. Nacque così il tramezzino, battezzato da Gabriele D'Annunzio in persona durante uno dei suoi soggiorni torinesi. Fino al 1926, dietro le sue tende rosse, ci sedeva anche la Casa Savoia. Pochi passi più in là, in piazza San Carlo, la confetteria Stratta — aperta nel 1836 dentro un palazzo settecentesco — divenne fornitrice ufficiale della Real Casa grazie alle sue caramelle e ai marron glacé: tra le specialità sopravvissute fino a oggi, le "Gioie di Cavour", praline di gianduia ricoperte di nocciola tostata, dedicate proprio allo statista che cenava a duecento metri di distanza.

ANEDDOTO 3 — IL GIOIELLIERE CHE PRECEDE I SAVOIA STESSI

Risalendo via Po verso la Mole Antonelliana, al civico 1 si trova qualcosa che batte in anzianità persino la Casa Reale che governava a due passi da lì: la Gioielleria Musy, fondata nel 1707, è la più antica gioielleria d'Italia e la seconda d'Europa dopo quelle parigine — più vecchia, cioè, di buona parte della storia che si svolgeva nei palazzi qui accanto. Proseguendo verso piazza Carignano, all'angolo con piazza Carlo Alberto, c'è un'altra chicca meno nota: in quell'edificio visse per un anno, tra il 1888 e il 1889, Friedrich Nietzsche, scrivendo "L'Anticristo" e "Ecce Homo" mentre, a pochi isolati, si vendevano ancora i gianduiotti di Caffarel e si gelava alla Gelateria Pepino — aperta nel 1884 proprio nell'edificio del Teatro Carignano, di fronte al Cambio, e celebre per aver inventato nel 1938 il "Pinguino", il primo gelato su stecco ricoperto di cioccolato della storia.

Dove andare
Le tappe della passeggiata
01
Ristorante del Cambio
Piazza Carignano, 2 (1757, tavolo di Cavour)
02
Caffè San Carlo
Piazza San Carlo (1832, primo caffè a gas d'Italia)
03
Caffè Mulassano
Piazza Castello, 15 (1907, nascita del tramezzino)
04
Confetteria Stratta
Piazza San Carlo, 191 (1836, fornitore Real Casa)
05
Gioielleria Musy
Via Po, 1 (1707, più antica gioielleria d'Italia)
06
Gelateria Pepino
Piazza Carignano, 8 (1884, inventore del Pinguino)
07
Caffarel
zona Quadrilatero/Via Po (storico produttore di gianduiotti)
Nota: per la zona immediatamente attorno alla Mole Antonelliana

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