Rubrica · Piemonte Nascosto
Puntata 7 di 62

Il Grande Torino: Superga, il Filadelfia e il "quarto D'Ora Granata"

Il Grande Torino: Superga, il Filadelfia e il "quarto D'Ora Granata"

Nella puntata 3 abbiamo raccontato Superga come santuario voluto da Vittorio Amedeo II e come arrivo della storica tranvia a dentiera. C'è però un secondo motivo, ben più recente e ancora più sentito dai torinesi, per cui quella collina è un luogo sacro: il 4 maggio 1949, alle 17:03, lì si schiantò l'aereo che riportava a casa il Grande Torino, la squadra più forte del mondo, spezzando per sempre un mito che la città non ha mai smesso di raccontare.

Monumento di riferimento: Basilica di Superga (già citata in puntata 3)

Luoghi aggiuntivi: ex Stadio Filadelfia, Museo del Grande Torino (Grugliasco)

ANEDDOTO 1 — UNA PARTITA DI CORTESIA CHE DIVENTÒ UNA TRAGEDIA

A fine aprile 1949 il Torino, pareggiando 0-0 a San Siro contro l'Inter, si era già aggiudicato virtualmente il suo quinto scudetto consecutivo. Nonostante la stanchezza di un'ennesima stagione vincente, la squadra decise di onorare un impegno preso dal capitano Valentino Mazzola: due mesi prima, a Genova, durante i festeggiamenti dopo un'amichevole Italia-Portogallo, Mazzola aveva stretto amicizia con Francisco "Chico" Ferreira, capitano del Benfica e del Portogallo, che gli aveva chiesto di portare il Torino a Lisbona per un'amichevole celebrativa in suo onore. Il 3 maggio 1949 i granata persero 4-3 contro il Benfica, poi cenarono insieme alle due squadre al Ristorante Alvalade. Il giorno dopo, di ritorno verso casa, il trimotore Fiat G.212 trovò una fitta nebbia sulle colline torinesi: alle 17:03, fuori rotta e con l'altimetro malfunzionante, si schiantò contro il muraglione posteriore della Basilica di Superga. Morirono tutte le 31 persone a bordo: 18 giocatori, i tecnici, i dirigenti, tre giornalisti e l'equipaggio. Ai funerali, in Piazza San Carlo, scese in piazza quasi un milione di persone.

ANEDDOTO 2 — IL "FORTINO" DOVE NON PERSERO MAI UNA PARTITA

Tra le vie Filadelfia, Giordano Bruno, Giovanni Spano e Tunisi sorgeva lo stadio Filadelfia, inaugurato il 17 ottobre 1927 alla presenza del conte Marone Cinzano, allora presidente del Torino, e di quindicimila spettatori. Fu lì, nel suo "fortino" granata, che il Grande Torino non perse mai una sola partita: una serie di 88 giornate casalinghe senza sconfitte, dal gennaio 1943 al novembre 1949 — un record che resistette per decenni e che, fatto ancora più sorprendente, continuò a crescere anche dopo Superga, perché la squadra giovanile, subentrata per completare il campionato, mantenne l'imbattibilità fino a quel novembre. Il tifo dei sostenitori, raccolti nella tribuna soprannominata "la Fossa dei Leoni", veniva scandito dal trombettiere Oreste Bolmida, la cui cornetta dava il segnale per il leggendario "quarto d'ora granata": Mazzola si rimboccava le maniche fino ai gomiti, gridava "alè", e in quei quindici minuti la squadra travolgeva sistematicamente qualunque avversario. Lo stadio, dichiarato inagibile nel 1994 e abbattuto nel 1997, è stato ricostruito una decina di anni fa nello stesso luogo, oggi impianto sportivo moderno ma ancora considerato terreno sacro dai tifosi del Toro.

Dove andare
Le tappe della passeggiata
01
Basilica di Superga
lapide commemorativa sul retro dell'edificio,
02
Ex Stadio Filadelfia (oggi impianto moderno)
Via Filadelfia, Torino
03
Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata
Grugliasco (TO),
04
Piazza San Carlo
luogo dei funerali pubblici dell'intera squadra

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