Torino di sera: quartieri, passeggiate e cose da fare dopo cena
Casale Monferrato è una città che il turismo piemontese ha quasi dimenticato. A 75 km da Torino e a 60 da Milano, capoluogo della provincia di Alessandria, Casale è stata per secoli la capitale del Marchesato del Monferrato — una delle entità politiche più influenti dell'Italia settentrionale medievale e rinascimentale, tanto importante da essere contesa tra i Gonzaga di Mantova, i Savoia, gli Spagnoli di Milano. Il centro storico che questo marchesato ha lasciato è uno dei più integri del Piemonte: chiese barocche, palazzi rinascimentali, una sinagoga che è tra le più belle d'Italia, e la fortezza che controllava il Po.
La caratteristica più originale del territorio intorno a Casale è il sistema degli "infernot" — le cantine scavate nella Pietra da Cantoni, il tufo locale, a partire dall'Ottocento come spazio di conservazione del vino. Gli infernot del Monferrato Casalese (riconosciuti dall'UNESCO come parte del sito dei Paesaggi Vitivinicoli nel 2014) sono ambienti sotterranei di dimensioni variabili — da piccoli sgabuzzini a sale con volte di 3 metri — scavati con scalpello nella roccia tenera, decorati con bottiglie vuote incastonate nei muri, accessibili da botole nascoste nelle cantine delle case. Non sono cantine nel senso comune — sono ambienti di rappresentanza sotterranei, dove il proprietario di casa portava i suoi ospiti per mostrare la collezione di vini e di bottiglie "belle" conservate come oggetti.
Il centro storico di casale
Il Duomo di Sant'Evasio: La Cattedrale romanica di Casale è dedicata a Sant'Evasio, primo vescovo della città e patrono della diocesi. Costruita tra il XII e il XIV secolo, ha una facciata romanica con portale scolpito e un interno a tre navate con capitelli romanici di qualità. Il nartece (il portico antistante la facciata) è uno dei pochi narteci romanici ben conservati del Piemonte.
Il Castello Paleologi: La fortezza rinascimentale dei marchesi Paleologi — i sovrani del marchesato fino al 1533 — domina il Po da una posizione strategica. Il castello fu poi trasformato in cittadella militare dai Gonzaga e poi dagli Spagnoli nel XVII secolo. Oggi è sede del Museo Civico e parzialmente visitabile.
Piazza Mazzini e il centro barocco: Il centro barocco di Casale, con i portici di Piazza Mazzini, la chiesa di San Domenico (XVII secolo) e i palazzi nobiliari che si susseguono lungo le vie principali, ha la qualità architettonica di una capitale — cosa che Casale effettivamente era fino al 1708, quando il trattato di Utrecht la cedette definitivamente ai Savoia.
La sinagoga di casale monferrato
La Sinagoga di Casale è una delle più belle d'Italia — un interno barocco del tardo XVII-XVIII secolo con decorazioni in oro, stucchi, candelabri enormi, e la Tevah (il leggio centrale) riccamente intagliata. Fu costruita nel 1595 e ridecorata nel 1595 nel Settecento con la ricchezza di una comunità ebraica prospera.
La comunità ebraica di Casale Monferrato fu una delle più importanti del Piemonte dal XVI al XIX secolo. I marchesi del Monferrato erano tolleranti verso gli Ebrei (una politica insolita per l'epoca), e questo attrasse commercianti, banchieri e studiosi. La sinagoga è la traccia materiale di questa prosperità.
Il Museo degli Argenti e dei Tessuti: Adiacente alla sinagoga, il museo raccoglie oggetti liturgici (candelabri in argento, rimonim, coppe rituali) e tessuti sacri (mantelli, parò) provenienti dalle comunità ebraiche piemontesi che non hanno più abbastanza fedeli per usarli. È una delle collezioni di arte ebraica più ricche del nord Italia.
Visita: La sinagoga e il museo si visitano nei fine settimana con guida, e su prenotazione nei giorni feriali. Contattare la Comunità Ebraica di Casale per gli orari aggiornati.
Gli infernot: cosa sono e come visitarli
L'infernot (plurale: infernot) è una cantina sotterranea scavata nella Pietra da Cantoni — un calcare tenero di origine marina depositato circa 10 milioni di anni fa nelle colline del Basso Monferrato. La pietra si lavora facilmente con lo scalpello ma una volta tagliata mantiene la forma e la solidità. Le caratteristiche termiche della pietra — temperatura costante di 10-12°C e umidità naturale — la rendono ideale per la conservazione del vino.
Gli infernot non erano semplici cantine — erano ambienti di esposizione sociale. Il proprietario di casa li decorava con bottiglie vuote di pregio incastonate nei muri, con anfore, con oggetti decorativi. Portare un ospite nell'infernot era un gesto di intimità e fiducia — si mostrava la propria collezione di vini come si mostrasse la propria libreria.
Come visitarli: L'Ecomuseo della Pietra da Cantoni, con sede a Cella Monte (Rosignano Monferrato, AL), coordina le visite agli infernot. Propone: - Visite guidate agli infernot pubblici (restaurati e aperti al pubblico) - Visite agli infernot privati (in case ancora abitate, su prenotazione con i proprietari) - Percorsi didattici sulla geologia e la storia della Pietra da Cantoni
I Comuni del Basso Monferrato con infernot visitabili: Cella Monte, Rosignano Monferrato, Vignale Monferrato, Ottiglio, Moncalvo. Il percorso degli infernot si sviluppa su circa 30 km di colline tra Casale Monferrato e il Po.
Il grignolino e la barbera del monferrato casalese
Il vino del Monferrato Casalese non è il Barolo — è la Barbera e il Grignolino. La Barbera del Monferrato DOC è diversa dalla Barbera d'Asti (più strutturata) e dalla Barbera d'Alba (più fruttata): il Monferrato Casalese dà una Barbera con più acidità e un corpo più leggero, da bere giovane.
Il Grignolino d'Asti e il Grignolino del Monferrato Casalese sono vini di nicchia assoluta — prodotti in quantità limitatissime, quasi sconosciuti fuori dalla regione. Il Grignolino (un vitigno autoctono piemontese) ha un colore rosso chiaro quasi rosato, tannini abbondanti per il colore, e un aroma di frutti rossi e spezie. È il vino che i piemontesi del Monferrato bevevano ogni giorno prima che il turismo enologico non imponesse il Barolo come unico vino "serio" del Piemonte.
Il dettaglio che ridefinisce la storia: il monferrato e shakespeare
Il Marchesato del Monferrato compare in due opere di Shakespeare. In "Otello" (1603), il protagonista è un generale veneziano che combatte contro i Turchi — ma il cognome "Moro" e il contesto storico rimandano ai generali al servizio della Repubblica di Venezia che operavano anche nelle guerre del Monferrato. In "All's Well That Ends Well" ("Tutto è bene quel che finisce bene", 1604), il Conte Bertram combatte nelle "Fiorentine Wars" con scene ambientate in Italia settentrionale.
La connessione più diretta è con la storia delle guerre del Monferrato — guerre di successione che coinvolsero Venezia, gli Spagnoli di Milano, i Gonzaga di Mantova e i Savoia tra il 1613 e il 1631, proprio quando Shakespeare e i drammaturghi elisabettiani attingevano alle cronache italiane per ambientare le loro storie. Il Monferrato era una parola nota al pubblico londinese del 1600 — le guerre di quella regione erano sulle prime pagine della stampa europea.
Box dati — casale monferrato
- Popolazione: circa 33.000 abitanti (dato ISTAT 2024) - Capoluogo di: Provincia di Alessandria - Capitale storica del: Marchesato del Monferrato (fino al 1708) - Duomo di Sant'Evasio: costruzione XII-XIV sec., nartece romanico - Sinagoga: costruita 1595, redecorata XVIII sec. - Infernot: riconosciuti UNESCO 2014 (parte sito "Paesaggi Vitivinicoli") - Ecomuseo della Pietra da Cantoni: sede Cella Monte (AL) - Pietra da Cantoni: calcare marino depositato ca. 10 milioni di anni fa - Temperatura costante infernot: 10-12°C - Grignolino del Monferrato Casalese DOC: vitigno autoctono, produzione molto limitata - Distanza da Torino: 75 km, 1h in auto
Domande frequenti
A21 Torino-Piacenza, uscita Casale Monferrato. Circa 75 km, 1h. In treno: linea Torino-Alessandria con cambio a Alessandria per Casale. Circa 1h30-2h.
Nei fine settimana ci sono aperture regolari. Nei feriali, su prenotazione. Contatta la Comunità Ebraica di Casale per gli orari aggiornati.
Quelli pubblici dell'Ecomuseo: con la visita guidata organizzata (prenotare). Quelli privati: solo con prenotazione specifica tramite l'Ecomuseo. Non si entra negli infernot privati senza accordo preventivo.
Sì, parzialmente. Il Museo Civico all'interno ha orari regolari. La fortezza esterna è accessibile. Controlla il sito del Comune di Casale per le aperture aggiornate.
Con difficoltà. Le enoteche specializzate di Torino e Milano lo hanno, ma non è un vino di facile reperimento. Il modo migliore è acquistarlo direttamente dai produttori del Monferrato Casalese.
Sì. Un weekend permette di visitare il centro storico (Duomo, sinagoga, castello), fare il percorso degli infernot nei borghi vicini, degustare i vini locali. Per chi viene da fuori regione, combinarla con Asti e il Monferrato astigiano è un itinerario di due giorni.
Ha aperture stagionali e su prenotazione. Il sito ecomuseo.pitracantu.it ha le informazioni aggiornate.
Sì. La Barbera del Monferrato DOC (zona di Casale) tende ad avere più acidità e un corpo più leggero rispetto alla Barbera d'Asti Superiore. Sono vini diversi prodotti con lo stesso vitigno su suoli differenti.
Sì — cucina monferrina (agnolotti al plin, bollito, Barbera in abbinamento) con trattorie di qualità nel centro storico. Non la fama delle Langhe, ma cucina autentica a prezzi più accessibili.
Sì — l'accesso richiede di scendere scale o botole, ma non è tecnicamente difficile. I bambini spesso trovano affascinanti gli spazi sotterranei. L'Ecomuseo ha percorsi didattici specifici per le scuole.
Casale è a 75 km da Torino e a 70 km da Milano — praticamente equidistante. Il Monferrato Casalese riceve più turisti milanesi che torinesi per questo motivo.
Vignale Monferrato — con il castello medievale, le vie in mattoni, la posizione panoramica — è uno dei borghi più fotografabili. Moncalvo e Cella Monte hanno caratteristiche simili. La scelta dipende dall'interesse specifico.
Di solito si visitano insieme — il museo è nello stesso edificio della sinagoga. Le aperture sono le stesse.
La "paniscia casalese" (variante locale del risotto con fagioli e salumi). Gli "agnolotti al plin" con ripieni diversi dalla versione delle Langhe. Il "biscotto di Casale" — un dolce secco con mandorle e nocciole tipico della tradizione pasticcera locale.
Sì. Il sito UNESCO "Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato" include la zona del Monferrato Casalese, specificatamente il "Monferrato degli Infernot" come una delle sei aree del sito.
Dove mangiare e dormire
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