Casale Monferrato è una città che il turismo piemontese ha quasi dimenticato. A 75 km da Torino e a 60 da Milano, capoluogo della provincia di Alessandria, Casale è stata per secoli la capitale del Marchesato del Monferrato — una delle entità politiche più influenti dell'Italia settentrionale medievale e rinascimentale, tanto importante da essere contesa tra i Gonzaga di Mantova, i Savoia, gli Spagnoli di Milano. Il centro storico che questo marchesato ha lasciato è uno dei più integri del Piemonte: chiese barocche, palazzi rinascimentali, una sinagoga che è tra le più belle d'Italia, e la fortezza che controllava il Po.

La caratteristica più originale del territorio intorno a Casale è il sistema degli "infernot" — le cantine scavate nella Pietra da Cantoni, il tufo locale, a partire dall'Ottocento come spazio di conservazione del vino. Gli infernot del Monferrato Casalese (riconosciuti dall'UNESCO come parte del sito dei Paesaggi Vitivinicoli nel 2014) sono ambienti sotterranei di dimensioni variabili — da piccoli sgabuzzini a sale con volte di 3 metri — scavati con scalpello nella roccia tenera, decorati con bottiglie vuote incastonate nei muri, accessibili da botole nascoste nelle cantine delle case. Non sono cantine nel senso comune — sono ambienti di rappresentanza sotterranei, dove il proprietario di casa portava i suoi ospiti per mostrare la collezione di vini e di bottiglie "belle" conservate come oggetti.