L'Erbaluce di Caluso è il grande bianco dimenticato del Piemonte. Mentre il Gavi si è costruito una reputazione internazionale e l'Arneis del Roero ha trovato la sua nicchia tra i sommelier, l'Erbaluce di Caluso — che ha ricevuto la DOCG nel 2010, undici anni dopo il Gavi — è rimasto un vino per intenditori, quasi sconosciuto fuori dalla regione. Eppure tra i produttori di vino piemontesi che conoscono la denominazione, l'Erbaluce è citato come uno dei vitigni bianchi con maggiore potenziale di longevità del nord Italia. Il Caluso Passito — la versione da uve appassite — invecchia fino a vent'anni e oltre, sviluppando una complessità che pochissimi bianchi italiani raggiungono.

Il Canavese — la zona tra Torino, il Lago di Viverone e le Alpi valdostane — è uno dei territori piemontesi meno conosciuti dal turismo enologico. Non ha la fama delle Langhe, non ha l'infrastruttura di Asti. Ha però un paesaggio con una qualità propria: la Serra Morenica d'Ivrea (una catena di colline formatasi dalla morena dell'antico ghiacciaio baltico), i laghi di origine glaciale (Viverone, Sirio, Candia), i castelli medievali sulle alture, e i vigneti di Erbaluce che salgono sulle pendici soleggiate della serra.