Pochi territori al mondo concentrano in pochi chilometri quadrati un ristorante tra i migliori del pianeta, un'asta che attira il jet set internazionale da Hong Kong a Vienna, e la sede di una delle aziende dolciarie più potenti del mondo. Nel 2017 l'UNESCO ha riconosciuto ufficialmente Alba "Città Creativa per la Gastronomia" — un titolo che, a guardare i numeri, suona quasi riduttivo.
Nel cuore di Alba, al primo piano di un palazzo affacciato proprio sulla piazza del Duomo, si trova Piazza Duomo, l'unico ristorante delle Langhe insignito delle tre stelle Michelin — il riconoscimento più alto al mondo nella ristorazione. Nato nel 2003 da un'intuizione della famiglia Ceretto, colosso vinicolo della zona, che organizzò una sorta di "talent" per scegliere il proprio futuro chef, scelse infine Enrico Crippa, oggi considerato uno degli chef più importanti d'Italia. La sua cucina ruota attorno a un orto di proprietà del ristorante, da cui nasce gran parte della materia prima: "se Enrico Crippa fosse un pittore, l'orto sarebbe la sua tavolozza", si dice nella zona. Le sale, affrescate dall'artista napoletano Francesco Clemente, ospitano appena undici tavoli — circa trenta coperti in tutto — per un'esperienza che la critica internazionale colloca stabilmente tra i migliori ristoranti al mondo. Intorno a Piazza Duomo, le Langhe contano altri 14 ristoranti stellati: una densità di eccellenza che la guida Michelin riconosce dedicando all'area una pagina supplementare nella propria mappa del Piemonte.
Dal 1999, ogni novembre, il Castello di Grinzane Cavour — già raccontato nella Puntata 19 per la storia di Camillo Benso e dell'enologo Oudart — ospita l'Asta Mondiale del Tartufo Bianco d'Alba, un evento in collegamento simultaneo con piazze internazionali come Hong Kong, Singapore, Vienna e Seoul, dove vip, chef stellati e collezionisti si contendono gli esemplari più pregiati del Tuber magnatum Pico. L'asta non ha finalità di lucro: l'intero ricavato viene devoluto in beneficenza, da istituti di ricerca sul cancro a fondazioni per l'infanzia in tutto il mondo. I numeri di alcune edizioni raccontano bene il livello della manifestazione: in un'edizione il lotto più importante, un tartufo di 936 grammi, fu aggiudicato a Hong Kong per 105.000 euro; in un'altra ancora, il ricavato complessivo superò mezzo milione di euro. Tra i destinatari di donazioni speciali figurano persino un Papa e lo stesso Michele Ferrero — un dettaglio che lega idealmente questa storia all'altro grande protagonista dell'Albese.
Nato a Farigliano nel 1898, Pietro Ferrero si trasferì ad Alba nel 1924 e nel 1942 aprì un piccolo laboratorio dolciario in via Rattazzi, in piena guerra, quando il cacao scarseggiava per i blocchi all'importazione. Perfezionò allora una ricetta che già a Torino, già incontrata nella Puntata 21 di questa rubrica come gianduia inventata da Caffarel nel 1865, mescolava nocciole locali e poco cacao: nel 1946 nacque così il "Giandujot", una tavoletta avvolta in carta stagnola pensata per essere tagliata a fette e spalmata sul pane, economica abbastanza da essere alla portata di operai e bambini nell'Italia post-bellica. Pietro morì d'infarto nel 1949, a soli 51 anni, stremato — si racconta — dai ritmi frenetici dell'azienda in piena espansione; fu il figlio Michele, giovanissimo, a trasformare quella piccola bottega in un colosso globale. Il 20 aprile 1964, in una mattina fredda e piovosa, uscì dallo stabilimento di Alba il primo vasetto della crema che oggi conosciamo come Nutella — il nome unisce "nut", nocciola in inglese, al suffisso italiano "-ella". Oggi il Gruppo Ferrero conta oltre 47.000 dipendenti in 55 Paesi, un fatturato di 17 miliardi di euro, e resta, caso più unico che raro nell'industria alimentare globale, interamente in mano alla famiglia fondatrice — capace, anziché vendersi a colossi stranieri, di acquisire essa stessa marchi internazionali come Kellogg's, per oltre 3 miliardi di dollari.
• Piazza Duomo — Piazza Risorgimento, 4, Alba, ristorante tre stelle Michelin di Enrico Crippa • Castello di Grinzane Cavour — già Puntata 19, sede dell'Asta Mondiale del Tartufo Bianco d'Alba (novembre) • Fondazione Piera, Pietro e Giovanni Ferrero — Via Vivaro, Alba, sull'area della prima fabbrica • Via Rattazzi, Alba — luogo del primo laboratorio Ferrero (1942) • La Ciau del Tornavento (Treiso), Antica Corona Reale (Cervere, già Puntata 13) — altri stellati del territorio