Rubrica · Piemonte Nascosto
Puntata 47 di 62

FAUSTO COPPI E I CAMPIONISSIMI DI NOVI LIGURE

Castellania Coppi e Novi Ligure (AL)
FAUSTO COPPI E I CAMPIONISSIMI DI NOVI LIGURE

Pochi territori italiani hanno dato i natali a tanti grandi nomi del ciclismo quanto questo angolo di Alessandrino, tra i Colli Tortonesi: un paesino di poche centinaia di abitanti che oggi porta nel nome stesso il proprio campione più famoso, e una città, Novi Ligure, che ha forgiato non uno ma due "Campionissimi" della storia delle due ruote.

ANEDDOTO 1 — IL GARZONE DI SALUMERIA SCOPERTO DAL MASSAGGIATORE CIECO

Fausto Coppi nacque a Castellania il 15 settembre 1919, quarto di cinque figli di una modesta famiglia di braccianti agricoli. A tredici anni si trasferì a Novi Ligure come garzone presso la salumeria del signor Merlano, effettuando le consegne in bicicletta e tornando ogni domenica a piedi dai genitori a Castellania — un pendolarismo che, secondo i biografi, alimentò proprio in quei viaggi la sua passione per il ciclismo, già nata ascoltando da bambino i racconti sulle imprese di un altro grande campione novese, Costante Girardengo. A quindici anni, con i soldi regalatigli dallo zio Fausto, marinaio appena tornato dal Golfo Persico, comprò la sua prima bicicletta da corsa vera e propria, una Maino, e cominciò a partecipare alle prime gare non ufficiali. Fu proprio a Novi che venne notato da Biagio Cavanna, il celebre massaggiatore — diventato cieco nel 1938 — già al servizio dei campioni Girardengo e Learco Guerra, che lo ammise nella propria scuola di giovani corridori a Pozzolo Formigaro: l'inizio della carriera che avrebbe portato Coppi a diventare il "Campionissimo" per eccellenza della storia del ciclismo italiano.

ANEDDOTO 2 — UNA RIVALITÀ CHE DIVISE L'ITALIA DEL DOPOGUERRA

La rivalità tra Coppi e Gino Bartali, esplosa pubblicamente nel 1946 quando Bartali lo batté in volata a Zurigo nonostante un presunto accordo che prevedeva la vittoria di Coppi, divise l'Italia in due fazioni per tutto il decennio successivo — amplificata dalla stampa fino a diventare anche una metafora delle diverse anime politiche del Paese in ricostruzione. Nonostante questo, i due restarono legati da un rispetto profondo: alla fine del 1959, ormai quarantenne, Coppi accettò l'ingaggio per la stagione 1960 proprio dalla squadra San Pellegrino, diretta dal suo ex rivale diventato direttore sportivo — un connubio che la morte improvvisa di Coppi avrebbe impedito di realizzarsi mai.

ANEDDOTO 3 — UNA BATTUTA DI CACCIA IN AFRICA, UNA MALARIA NON DIAGNOSTICATA

Il 10 dicembre 1959 Coppi partì per l'Alto Volta (oggi Burkina Faso) insieme ad alcuni ciclisti francesi, tra cui Jacques Anquetil e Raphaël Géminiani, per un criterium a Ouagadougou seguito da alcune battute di caccia nelle riserve africane. Nella notte, Coppi e Géminiani — che condividevano la stessa camera — furono assaliti dalle zanzare, contraendo la malaria. Rientrato a Novi Ligure, i sintomi vennero inizialmente scambiati per una semplice influenza; solo il 31 dicembre, con le condizioni in rapido peggioramento, Coppi fu ricoverato all'ospedale di Tortona, dove morì il 2 gennaio 1960, prima ancora che i medici riuscissero a diagnosticare correttamente il male. Ai funerali, celebrati il 4 gennaio a Castellania, parteciparono oltre cinquantamila persone sul colle di San Biagio: un'incredulità collettiva di fronte a una morte considerata, secondo la suggestiva interpretazione coniata all'epoca, troppo "banale" per un uomo che era già diventato un eroe popolare. Oggi il piccolo comune natale ha cambiato ufficialmente nome in suo onore: si chiama Castellania Coppi.

ANEDDOTO 4 — IL PRIMO "CAMPIONISSIMO": GIRARDENGO E IL BANDITO SUO AMICO D'INFANZIA

Prima di Coppi, fu un altro novese a guadagnarsi per primo il titolo di "Campionissimo": Costante Girardengo, vincitore di due Giri d'Italia, sei Milano-Sanremo e tre Giri di Lombardia tra gli anni Dieci e Venti del Novecento, in un'epoca in cui il ciclismo era lo sport più seguito d'Italia. La sua storia si intreccia a quella di un amico d'infanzia cresciuto nello stesso borgo, Sante Pollastri, che scelse invece la strada del crimine, diventando un fuorilegge ricercato. Secondo la leggenda popolare — ripresa nella celebre canzone "Il bandito e il campione" di Francesco De Gregori — sarebbe stato proprio Girardengo a denunciare l'amico bandito, quando questi tornò di nascosto a salutarlo. Oggi entrambi i campioni di Novi Ligure sono celebrati insieme nel Museo dei Campionissimi della città, che raccoglie cimeli e biciclette storiche di entrambi, oltre a quelle di altre leggende del ciclismo italiano come Gimondi, Pantani e Moser.

DOVE ANDARE — RIEPILOGO TAPPE

• Castellania Coppi (AL) — paese natale, mausoleo accanto al municipio, "Casa Coppi" • Museo dei Campionissimi — Novi Ligure (AL), dedicato a Coppi e Girardengo • Pozzolo Formigaro (AL) — sede della scuola di Biagio Cavanna • Tortona (AL) — luogo della morte di Coppi, 2 gennaio 1960 • Museo AcdB (Alessandria città delle biciclette) — Alessandria, storia della prima bicicletta arrivata in Italia (1867)

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