Rubrica · Piemonte Nascosto
Puntata 16 di 62

I Fratelli Conte: Piano e Chitarra, da Asti al Mondo

Asti (collegamento con Puntata 6 — Asti tra torri e Palio)
I Fratelli Conte: Piano e Chitarra, da Asti al Mondo

Nella Puntata 6 abbiamo raccontato Asti attraverso le sue torri medievali e una pasticceria che inventò una torta per il Palio. C'è un'altra storia astigiana, più recente ma altrettanto identitaria: quella di due fratelli, entrambi avvocati di famiglia, che hanno trasformato il jazz suonato di nascosto in salotto durante il fascismo in una delle voci più riconoscibili della musica italiana.

ANEDDOTO 1 — IL JAZZ PROIBITO SUONATO IN SALOTTO

Paolo Conte (Asti, 1937) e il fratello minore Giorgio (di quattro anni più giovane) crebbero in una famiglia di notai e avvocati — anche il nonno esercitava la professione legale — ma con un padre, Luigi, appassionato di musica al punto da procurarsi clandestinamente dischi jazz durante i suoi viaggi a Parigi, in un'epoca in cui il regime fascista vietava la diffusione di musica americana se non tradotta ed eseguita da orchestre italiane. Decifrava gli spartiti a orecchio e li suonava in salotto: fu così che Paolo e Giorgio appresero da bambini i primi rudimenti del pianoforte, proprio durante gli anni della guerra, quando la famiglia si rifugiava nella fattoria del nonno. Da quell'apprendistato clandestino nacque una passione che avrebbe accompagnato entrambi per tutta la vita, parallelamente — e questo è un dettaglio che ricorre quasi a ogni generazione della famiglia — alla carriera di avvocato.

ANEDDOTO 2 — IL QUARTETTO CHE NON DOVEVA AVERE SUCCESSO

Negli anni Cinquanta e Sessanta, mentre lavorava come assistente nello studio legale del padre, Paolo Conte continuava a coltivare la musica a livello semiprofessionale: passò da gruppi dai nomi entusiasticamente americani — Barrelhouse Jazz Band, Taxi for Five, The Lazy River Band Society — fino al più fortunato Paul Conte Quartet, in cui lui suonava il vibrafono e Giorgio, ancora giovanissimo, la chitarra (in alcune fonti, la batteria). Il quartetto arrivò a incidere per la RCA Italiana un disco di standard jazz, intitolato "The Italian Way to Swing": un debutto discografico che passò sostanzialmente inosservato, ma che segnò l'inizio della collaborazione artistica tra i due fratelli, destinata a durare decenni — fu proprio insieme a Giorgio che Paolo iniziò a scrivere le sue prime canzoni, alcune delle quali sarebbero diventate pietre miliari della musica leggera italiana firmate da altri interpreti: "Azzurro" per Celentano, "Genova per noi" per Bruno Lauzi, "Messico e nuvole" per Enzo Jannacci.

ANEDDOTO 3 — L'AVVOCATO CHE DIPINSE IL PALIO DI ASTI

Paolo Conte esercitò la professione forense fino al 1974, quando abbandonò definitivamente la carriera legale per dedicarsi solo alla musica — pur continuando, per tutta la vita, a chiamare scherzosamente i propri interpreti "amati clienti", in omaggio al proprio passato da avvocato. Il legame con Asti, però, non si è mai interrotto: nel 2007, in occasione del 40° Palio di Asti — lo stesso evento già raccontato nella Puntata 6 — il Comune gli commissionò la realizzazione dei due tradizionali "sendalli" raffiguranti San Secondo, il drappo che ogni anno viene offerto al patrono cittadino. Conte, da sempre appassionato di pittura fin dall'infanzia (da bambino disegnava trattori, crescendo donne nude e musicisti jazz, come ha raccontato lui stesso), accettò l'incarico: un esempio concreto di come la cultura del Palio, raccontata nella puntata precedente attraverso le sue torri e i suoi rituali, continui a intrecciarsi con la vita artistica contemporanea della città. Per quel lavoro, oltre che per la sua musica, Conte è ufficialmente annoverato tra i "Maestri del Palio di Asti".

ANEDDOTO 4 — UNA DINASTIA CHE NON SI FERMA

La passione per la musica nei Conte non si è esaurita con i due fratelli: Giorgio Conte (anche lui, come Paolo, avvocato di formazione) ha trasmesso l'amore per la chitarra al figlio Tommaso, che la studia fin dai dodici anni ed è a sua volta avvocato, mentre il cugino Alberto Conte, professore universitario di matematica e geometria, ricevette proprio da Paolo la passione per il jazz. In un incontro pubblico alla Biblioteca Astense del 2025, Giorgio, allora ottantatreenne, ha raccontato per la prima volta insieme al figlio e al cugino la storia musicale di famiglia di fronte a un pubblico — "la prima volta che parliamo insieme a un pubblico", come ha detto lui stesso.

Dove andare
Le tappe della passeggiata
01
Liceo Classico Vittorio Alfieri
Asti, dove Paolo Conte si diplomò
02
Piazza Alfieri e Collegiata di San Secondo
Asti, sede del Palio
03
Biblioteca Astense "Giorgio Faletti"
Asti, sede degli incontri

Per approfondire

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