Rubrica · Piemonte Nascosto
Puntata 58 di 62

IL MONVISO: IL RE DI PIETRA, LA SUA LEGGENDA E IL MISTERO DELLA PRIMA ASCENSIONE

Alpi Cozie, alta Valle Po (CN)
IL MONVISO: IL RE DI PIETRA, LA SUA LEGGENDA E IL MISTERO DELLA PRIMA ASCENSIONE

Visibile dalla pianura padana, da Torino nelle giornate limpide, e perfino — secondo i testimoni più fortunati — dal Duomo di Milano, il Monviso è la montagna che i piemontesi chiamano semplicemente "il Viso", con una familiarità quasi affettuosa riservata a pochissime altre vette al mondo. Citato già da Virgilio nell'Eneide come "Vesulus pinifer", ha attraversato la letteratura italiana da Dante a Petrarca, prima di diventare, nell'Ottocento, il luogo simbolico in cui nacque l'alpinismo organizzato italiano.

ANEDDOTO 1 — UNA LEGGENDA D'AMORE FINITA MALE

La tradizione popolare racconta che il Monviso e il Monte Bisalta — visibile più a sud, nelle Alpi Liguri — fossero un tempo il re Vesulo e la sua sposa Besimauda. Durante una lite di gelosia legata alle dame di corte Vallanta e Soustra (che hanno dato il nome a due valli vicine), Vesulo perse le staffe ed esiliò la moglie a calci dal proprio regno. Besimauda, furiosa, scagliò una maledizione così potente da scatenare l'ira degli dèi, che punirono entrambi trasformandoli in pietra. Pentito, Vesulo chiese come ultimo desiderio di poter almeno scorgere la propria sposa in lontananza: gli dèi acconsentirono, collocando le due montagne — il Monviso a nord, il Bisalta più a sud — in una posizione tale da potersi "guardare" per l'eternità, condannate a rimpiangere per sempre il proprio litigio.

ANEDDOTO 2 — UN TRAFORO ALPINO COSTRUITO NEL 1480

Sotto il Colle delle Traversette, alla base del Monviso, si trova il Buco di Viso: un tunnel pedonale lungo appena 75 metri, ma di straordinaria importanza storica, perché considerato il primo traforo alpino della storia. Fu voluto nel 1480 da Ludovico II marchese di Saluzzo per facilitare i commerci tra il Piemonte e la Francia attraverso il Delfinato, evitando il valico più alto e pericoloso del colle stesso — un'opera ingegneristica precoce di quasi quattro secoli rispetto ai grandi trafori alpini moderni. Nel 1627 l'abate milanese Valerio Castiglione guidò una spedizione esplorativa proprio fino al Buco di Viso, interessato sia al tunnel sia alla misurazione dell'altitudine della vetta sovrastante — segno di un interesse scientifico per la montagna ben precedente alla sua effettiva conquista alpinistica.

ANEDDOTO 3 — LA PRIMA ASCENSIONE "UFFICIALE" CHE FORSE NON È LA PRIMA DAVVERO

La storia ufficiale dell'alpinismo attribuisce la prima ascensione del Monviso a due inglesi, William Mathews e Frederick Jacomb, accompagnati dalle guide Jean-Baptiste e Michel Croz di Chamonix, il 30 agosto 1861 — sorprendentemente tardi rispetto ad altre grandi vette alpine come il Monte Bianco, già scalato fin dal secolo precedente. Un primo tentativo, già nel 1834, era stato compiuto dal geometra saluzzese Domenico Ansaldi, fermatosi a soli duecento metri dalla vetta per il maltempo e un macigno ritenuto insormontabile. ⚠️ Ma una ricerca storica più recente, condotta da un gruppo di studiosi italo-francesi (tra cui ricercatori dell'Università di Torino), ha portato alla luce indizi — in particolare un pittogramma ritrovato su una mappa cartografica francese di metà Settecento — che suggerirebbero un'ascensione ben precedente, già nel 1751, compiuta da una squadra di geografi militari francesi impegnati nel rilievo topografico del Delfinato. Se confermata, questa scoperta sposterebbe il primato di oltre un secolo, ma resta — va detto con onestà — un'ipotesi storiografica recente, non ancora unanimemente accettata come fatto definitivo dalla comunità alpinistica.

ANEDDOTO 4 — LA SCALATA CHE FONDÒ IL CLUB ALPINO ITALIANO

Il 12 agosto 1863, appena due anni dopo la prima ascensione inglese, salì sul Monviso una cordata composta interamente da italiani, guidata da Quintino Sella — già incontrato in questa rubrica nella Puntata 19 per il suo legame con Camillo Cavour e Grinzane. La composizione volutamente "eterogenea" del gruppo, scelta per rappresentare l'Italia appena unificata, fu un'abile mossa simbolica e propagandistica: Sella battezzò diverse vette circostanti con nomi di città italiane — Punta Trieste, Punta Trento, Punta Venezia — ancora oggi rivendicate, all'epoca, come irredente. Sull'onda dell'entusiasmo per quella scalata, pochi mesi dopo, il 23 ottobre 1863 a Torino, Sella fondò il Club Alpino Italiano — la più grande associazione alpinistica del Paese, nata simbolicamente proprio attorno al "Re di Pietra". L'anno seguente, nel 1864, Alessandra Boarelli di Verzuolo divenne la prima donna a scalare la vetta, insieme alla sedicenne Cecilia Fillia di Sanfront.

DOVE ANDARE — RIEPILOGO TAPPE

• Pian del Re, Crissolo (CN) — sorgente del fiume Po, ai piedi del Monviso • Buco di Viso — Colle delle Traversette, primo traforo alpino (1480) • Grinzane Cavour (CN) — già Puntata 19, legato a Quintino Sella • Parco Naturale del Monviso — riserva della biosfera UNESCO dal 2013

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