Rubrica · Piemonte Nascosto
Puntata 28 di 62

I BAR TORINESI DOVE ANDAVANO NOBILI E ARTISTI: BARATTI & MILANO, PLATTI, MULASSANO

Torino centro — Galleria Subalpina, Corso Vittorio Emanuele,
I BAR TORINESI DOVE ANDAVANO NOBILI E ARTISTI: BARATTI & MILANO, PLATTI, MULASSANO

Nelle puntate precedenti abbiamo già attraversato il Caffè Fiorio, il Caffè San Carlo, Mulassano (di sfuggita), il Bicerin, Caffè Elena e il Caffè Torino. Restano almeno tre indirizzi altrettanto carichi di storia, dove per oltre un secolo si sono seduti, allo stesso tavolino, nobili sabaudi, capitani d'industria e scrittori che oggi si studiano a scuola.

ANEDDOTO 1 — BARATTI & MILANO: DUE CANAVESANI E IL CREMINO

Ferdinando Baratti, originario di Piverone, ed Edoardo Milano, di Bollengo — due confettieri arrivati a Torino dal Canavese — aprirono nel 1858 un piccolo laboratorio di pasticceria in via Dora Grossa (l'attuale via Garibaldi). Fu lì che Baratti inventò il cremino, destinato a diventare insieme al gianduiotto uno dei grandi classici del cioccolato piemontese. Nel 1875, complice il crescente successo e lo svuotamento di uffici pubblici dovuto al trasferimento della capitale a Firenze, la bottega si trasferì nella nuovissima Galleria Subalpina, appena inaugurata, dove si trova tuttora. Il locale divenne presto il salotto della borghesia e degli intellettuali torinesi — D'Azeglio, Giolitti, Luigi Einaudi — fino a ottenere il titolo ufficiale di "Azienda fornitrice della Real Casa". Tra i suoi avventori più affezionati ci fu il poeta Guido Gozzano, che nella sua celebre poesia "Le Golose" (1907) raccontò la propria abitudine di osservare gli arredi del locale e "spiare le signorine" che mangiavano le paste sotto i portici della Galleria — versi che hanno consegnato Baratti & Milano alla storia della letteratura italiana, non solo a quella della pasticceria.

ANEDDOTO 2 — PLATTI: DALLA LIQUORERIA DEL PRINCIPE AL SALOTTO DI PAVESE

Il Caffè Platti, su Corso Vittorio Emanuele II, nacque nel 1870 come "Liquoreria Principe Umberto"; fu solo nel 1890 che i fratelli Ernesto e Pietro Platti lo rilevarono trasformandolo nel caffè in stile liberty/barocco che conosciamo oggi. Pur trovandosi fuori dal cuore più turistico del centro, divenne il ritrovo abituale di Luigi Einaudi, futuro secondo presidente della Repubblica, di Cesare Pavese, di Natalia Ginzburg — e, secondo una tradizione locale poco documentata ma persistente, anche dei fondatori della FIAT e della Lavazza, che qui tra stucchi dorati e lampadari di cristallo avrebbero discusso i primi passi delle rispettive imprese. Una leggenda urbana, mai del tutto confermata dalle fonti, vuole perfino che proprio tra i tavoli del Platti sia nata l'idea di fondare la Juventus.

ANEDDOTO 3 — MULASSANO: 31 METRI QUADRATI E IL TRAMEZZINO DI RITORNO DALL'AMERICA

Il Caffè Mulassano, aperto nel 1907 in piazza Castello a pochi passi dal Teatro Regio, è probabilmente il più piccolo tra i caffè storici torinesi — appena 31 metri quadrati — ma anche uno dei più densi di boiserie, specchi e tavolini in marmo. Fu ritrovo abituale sia della nobiltà cittadina sia degli artisti che si esibivano al vicino teatro. Qui, secondo la tradizione, nacque negli anni Venti il tramezzino: Angela Demichelis Nebiolo, di ritorno da un viaggio negli Stati Uniti, avrebbe portato con sé una macchina americana per tostare il pane, cercando nuovi spuntini da offrire ai clienti dell'aperitivo. Il nome stesso — italianizzazione del sandwich anglosassone — fu coniato, secondo la leggenda, da Gabriele D'Annunzio in persona, qualche tempo dopo l'invenzione del piatto.

DOVE ANDARE — RIEPILOGO TAPPE

• Caffè Baratti & Milano — Galleria Subalpina/Piazza Castello, Torino (dal 1875, dal 1858 nella sede originaria) • Caffè Platti — Corso Vittorio Emanuele II, 72, Torino (dal 1870/1890) • Caffè Mulassano — Piazza Castello, 15, Torino (dal 1907) • Già visti nelle puntate precedenti: Caffè Fiorio (Puntata 2), Caffè San Carlo (Puntata 5), Bicerin (Puntata 2), Caffè Elena (Puntata 4)

Per approfondire

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