La cucina piemontese non ha bisogno di presentazioni elaborate. Vitello tonnato, tajarin al sugo d'arrosto, bagna cauda, brasato al Barolo: piatti che parlano da soli, costruiti su materie prime di qualità e su una tradizione gastronomica che affonda le radici nella cultura contadina e in quella delle corti sabaude. Torino è il punto di arrivo naturale di questa tradizione. Qui trovi il mercato più grande d'Europa, i caffè storici che hanno inventato il bicerin, le pasticcerie che producono il gianduiotto da centocinquant'anni e le cantine dove è nato il vermouth. Quarantotto ore sono poche, ma bastano per capire perché Torino è considerata una delle capitali del gusto in Italia.

Questa guida racconta come organizzare 48 ore a Torino centrate sul cibo e sulle bevande della tradizione. Copre i mercati rionali, i piatti da ordinare, i caffè storici, l'aperitivo torinese, le pasticcerie, i grissini, il vermouth e un itinerario pratico di due giorni completi. Si rivolge a chi viaggia per mangiare: a chi non si accontenta di un ristorante qualsiasi ma vuole capire dove e cosa mangiare davvero, con un minimo di contesto storico.