Le Langhe si guidano. Non è un'opinione — è la struttura del territorio: le colline si muovono in tutte le direzioni, i borghi sono sui crinali, i vigneti riempiono i versanti, e l'unico modo per capire come funziona questo paesaggio è percorrerlo in auto sulle strade bianche e sui tornanti che collegano Alba a Barolo, Barolo a La Morra, La Morra a Castiglione Falletto, e via verso Barbaresco. Non c'è autostrada che spieghi le Langhe. Non c'è ferrovia che mostri il Monviso sullo sfondo dei vigneti. C'è solo la strada.

Le strade più belle delle Langhe non sono le statali — quelle portano da un posto all'altro nel modo più diretto. Le strade più belle sono le provinciali strette che corrono sui crinali, le strade bianche comunali che attraversano i vigneti a quota media, le salite che portano ai belvedere dove il panorama si apre su 30 km di colline. Queste strade non hanno nomi famosi — hanno sigle (SP), numeri, e qualche cartello in dialetto piemontese che indica la frazione.