Cuneo non è una città nata per volontà di un signore, di un re o di un vescovo, come quasi tutte le città piemontesi che abbiamo raccontato finora. È nata, letteralmente, da una fuga: un gruppo di contadini ribelli che abbandonarono le proprie terre per rifugiarsi su un cuneo di roccia tra due torrenti, e che secoli dopo avrebbero scalzato la ben più antica e nobile Saluzzo dal ruolo di capoluogo della provincia.
Per oltre mezzo secolo, fino alla metà dell'Ottocento, si raccontava che Cuneo fosse nata in seguito alla rivolta di un gruppo di uomini di Caraglio — già protagonista della Puntata 14, con il suo aglio storico e lo zafferano — contro la pretesa del proprio signore feudale di esercitare lo "ius primae noctis", il presunto diritto del nobile di passare la prima notte di nozze con la sposa di un giovane suddito. È una storia suggestiva, ma gli storici sono concordi: si tratta di una leggenda, priva di qualunque fondamento documentale nel diritto medievale reale. La verità, ricostruita dai documenti, è più prosaica ma non meno interessante: gli abitanti di Caraglio, insieme a quelli di Vignolo, Montemale e Quaranta, fuggirono dalle proprie terre semplicemente perché stanchi dei vincoli di sudditanza imposti dal Marchese di Saluzzo — l'obbligo di chiedere autorizzazione al signore per sposarsi, trasferirsi, persino disporre dei propri figli, spesso dietro pagamento di una somma in denaro o di una prestazione d'opera.
I fuggiaschi si stabilirono su un promontorio naturale ben difeso dai due torrenti Stura e Gesso — il "pizzo di Cuneo" — dove probabilmente prosperava già una piccola comunità di esuli milanesi. Il nome stesso della città deriva dal latino "cuneus", cuneo, proprio per la forma del promontorio incastonato tra i due corsi d'acqua. Il 23 giugno 1198, vigilia di San Giovanni Battista — la stessa data che in questa rubrica abbiamo già incontrato legata al Farò di Torino (Puntata 7) e alla raccolta dell'aglio di Caraglio (Puntata 14) — la nuova comunità ottenne, con un atto stipulato con il Comune di Asti, il riconoscimento come libero comune, sotto la protezione dell'abate di San Dalmazzo e del vescovo di Asti. A capo del nuovo borgo furono posti tre rettori, scelti apposta in rappresentanza sia della nobiltà sia del popolo — un equilibrio di potere che era, di per sé, un atto di sfida verso il sistema feudale da cui quegli stessi fondatori erano fuggiti.
La libertà appena conquistata durò pochissimo: già nel 1210 il marchese di Saluzzo e Guglielmo di Monferrato occuparono e distrussero la giovane Cuneo con le armi, dopo che la città era stata accusata, nei documenti dell'Inquisizione contro i Catari conservati a Tolosa, di essere un "bourg tournant" — un borgo che apriva le porte agli eretici Albigesi in fuga dalla crociata francese, offrendo loro rifugio sulla via verso la Val Padana. Da quel momento Cuneo passò di mano più volte — Saluzzo, Angiò, Visconti di Milano, ancora Saluzzo — fino a sottomettersi volontariamente ai Savoia nel 1382. Nei secoli successivi la città divenne celebre per la propria capacità di resistere agli assedi: ne subì complessivamente sette, l'ultimo dei quali nel 1799, guadagnandosi la fama di "città dei sette assedi" ancora oggi parte dell'identità cittadina.
Ed ecco la "strana nascita" del capoluogo di provincia vero e proprio: Saluzzo, fondata secoli prima di Cuneo e capitale per oltre quattrocento anni (dal 1142 al 1548) dell'omonimo, potente Marchesato — uno stato indipendente che a lungo rivaleggiò con lo stesso Ducato di Savoia — restò capoluogo amministrativo del territorio ben oltre la fine della propria indipendenza politica, fino al periodo della Restaurazione sabauda. Solo nel 1859, con la riorganizzazione amministrativa del Regno di Sardegna alla vigilia dell'Unità d'Italia, il titolo di capoluogo passò definitivamente a Cuneo — la città nata sette secoli prima da un gruppo di profughi ribelli contro i marchesi proprio di quella stessa Saluzzo che ora si vedeva scavalcata. Un rovesciamento di ruoli che racchiude, in un solo passaggio amministrativo, l'intera parabola della "Granda": dalla rivolta contadina del XII secolo al capoluogo borghese e ottocentesco con i suoi eleganti portici e la sua Piazza Galimberti.
• Caraglio (CN) — paese d'origine di parte dei fondatori di Cuneo, già Puntata 14 • Centro storico di Cuneo — impianto urbanistico di città militare, Convento di San Francesco (monumento nazionale) • Piazza Galimberti, Cuneo — cuore della città "salotto" ottocentesca • Saluzzo (CN) — antica capitale del Marchesato, La Castiglia, Casa Cavassa, capoluogo di provincia fino al 1859 • Convento di San Dalmazzo — Borgo San Dalmazzo (CN), già Puntata 13, protettore originario del libero comune di Cuneo