Rubrica · Piemonte Nascosto
Puntata 23 di 62

Fiat e il Dopolavoro: la Pista sul Tetto e le Colonie al Mare

Torino — Lingotto e Mirafiori
Fiat e il Dopolavoro: la Pista sul Tetto e le Colonie al Mare

Se a Ivrea Olivetti immaginava una fabbrica a misura d'uomo attraverso l'architettura e i servizi sociali, a Torino la FIAT costruì il proprio rapporto con gli operai su un binario parallelo: da una parte un'innovazione industriale così spettacolare da finire nei libri di architettura mondiale, dall'altra un intero sistema di "tempo libero organizzato" — il Dopolavoro — che accompagnava la vita degli operai dalla nascita fino alla vecchiaia.

ANEDDOTO 1 — LA PISTA DA CORSA SUL TETTO DELLA FABBRICA

Il Lingotto, progettato dall'ingegnere Giacomo Mattè Trucco a partire dal 1915 e inaugurato ufficialmente nel 1923, fu il più grande stabilimento automobilistico d'Europa, organizzato secondo i principi del taylorismo: la produzione scorreva in verticale, piano dopo piano — lamiere stampate al primo, motori assemblati al secondo, ingranaggi al terzo, verniciatura al quarto, montaggio finale al quinto — fino a che l'automobile, completata, non doveva ancora affrontare l'ultima prova. Saliva allora, tramite due spettacolari rampe elicoidali, fino al tetto dell'edificio, dove un vero circuito di collaudo — un anello asfaltato lungo un chilometro e mezzo, con due rettilinei di 443 metri e due curve sopraelevate affrontabili fino a 90 km/h, quando le auto dell'epoca toccavano al massimo 70 km/h — permetteva di testare fino a cinquanta vetture contemporaneamente, a 28 metri d'altezza sopra Torino. Le Corbusier lo definì "uno degli spettacoli più impressionanti che l'industria abbia mai offerto". La pista, unica al mondo insieme a pochissimi altri esempi, fu protagonista nel 1969 della celebre scena finale di inseguimento del film "Un colpo all'italiana"; oggi è un giardino pensile pubblico, "Pista 500", con oltre 40.000 piante e un piccolo museo dedicato alla mitica utilitaria.

ANEDDOTO 2 — MIRAFIORI: 22.000 OPERAI E 11 CHILOMETRI DI STRADE

SOTTERRANEE

Negli anni Trenta il Lingotto, pur rivoluzionario, era già diventato

obsoleto rispetto alle nuove tecniche di produzione di massa. Sulla scorta del modello delle officine americane Ford, la FIAT progettò un nuovo, ancora più imponente stabilimento: Mirafiori, inaugurato il 15 maggio 1939 alla presenza di Mussolini, sebbene ancora incompiuto. Un'area di un milione di metri quadrati, capace di ospitare 22.000 operai su due turni, attraversata da 20 chilometri di linee ferroviarie interne e 11 chilometri di strade sotterranee che collegavano i diversi capannoni — un'infrastruttura sotterranea quasi quanto una piccola città. A differenza del Lingotto, dove le fasi produttive erano sovrapposte su più piani, a Mirafiori l'ingegnere Vittorio Bonadé Bottino le dispose tutte su un unico livello, affiancate anziché impilate: un cambio di paradigma che avrebbe definito l'organizzazione industriale italiana per decenni.

ANEDDOTO 3 — "MAMMA FIAT" E I BAMBINI IN VACANZA SUL TRENO

Il welfare aziendale della FIAT, soprannominato popolarmente "mamma Fiat", scandiva i tempi della vita operaia dalla culla alla vecchiaia. La prima colonia estiva per i figli dei dipendenti risale al 1924; nel 1939 fu inaugurato un nuovo complesso sulle rive del Po, dotato di solarium, piscine, arenili e persino un orto sperimentale, con la custodia dei bambini affidata alle suore dell'ordine salesiano di don Bosco. Negli anni Sessanta, all'apice del Miracolo Economico, circa 6.000 bambini ogni estate partivano in treno per le colonie marine FIAT. Curiosità d'epoca: poiché negli anni Cinquanta non esisteva modo di confermare ai genitori che il viaggio fosse andato bene, il giorno successivo alla partenza la FIAT pubblicava sul quotidiano "La Stampa" una breve inserzione che rassicurava le famiglie sull'arrivo sicuro dei piccoli — una sorta di bollettino aziendale di rassicurazione collettiva, impensabile oggi ma normale allora. Tutto questo rientrava nelle attività del Dopolavoro Fiat, istituito negli anni Trenta con iscrizione obbligatoria per tutti i dipendenti dal 1933: gite ed escursionismo, gare sportive tra i reparti riunite nel Trofeo Agnelli, mostre di pittura, cori aziendali, rappresentazioni teatrali, persino un giornale interno, "Il bianco e rosso", che raccontava ai dipendenti la vita della grande comunità di fabbrica.

RIEPILOGO — CODA COMPLETATA

Con questa puntata si chiude il blocco "Torino industriale" rimasto in sospeso da tempo: Ivrea/Olivetti (Puntata 22) e FIAT/Dopolavoro (Puntata 23). Resta ancora da fare, su richiesta, la puntata dedicata a Gianni Agnelli e i suoi luoghi — già annunciata e mai realizzata.

Dove andare
Le tappe della passeggiata
01
Lingotto (ex stabilimento FIAT)
Via Nizza, 250, Torino: pista
02
Mirafiori
Corso Agnelli/Corso Tazzoli, Torino, ex stabilimento,
03
Quartiere Lingotto/Nizza Millefonti
Torino, ex villaggi operai

Per approfondire

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