Rubrica · Piemonte Nascosto
Puntata 2 di 62

La Torino Sacra e Regia: tra Duomo, Consolata e Teatro Regio

Cattedrale di San Giovanni Battista, Porta Palatina,
La Torino Sacra e Regia: tra Duomo, Consolata e Teatro Regio

Se la puntata precedente raccontava il potere laico dei Savoia, questa racconta il loro lato spirituale e mondano: il Duomo dove si conserva la Sindone, la basilica romana di Porta Palatina alle spalle, la chiesa di corte di San Lorenzo, il santuario mariano più amato dai torinesi e il teatro dove la stessa corte andava a farsi vedere in società. Un filo, anche qui, lega tutto: il cioccolato, le farmacie e un conte che aveva il suo tavolo fisso anche qui.

ANEDDOTO 1 — IL CAFFÈ DOVE CAVOUR ASPETTAVA I REALI

Proprio di fronte al Santuario della Consolata, in Piazza della Consolata 5, c'è il caffè più antico ancora in attività di tutta Torino: Al Bicerin, aperto nel 1763 da Giuseppe Dentis, acquacedrataio e confettiere. Qui nacque la bevanda omonima — caffè, cioccolata e crema di latte, servita rigorosamente senza mescolare, in tre strati distinti — evoluzione della settecentesca "bavareisa". L'aneddoto più gustoso riguarda proprio Camillo Benso di Cavour: da liberale e laico qual era, non accompagnava mai la famiglia reale dentro il santuario, ma ne attendeva comodamente l'uscita seduto al tavolino sotto l'orologio del Bicerin, bevendo il suo bicerin con il giornale in mano. Il locale fu per decenni un'eccezione sociale: una delle poche caffetterie ottocentesche a gestione interamente femminile, dove le donne potevano mostrarsi sole in pubblico senza creare scandalo — merito delle "signore Cavalli", che lo gestirono dal 1910 al 1975. Tra gli avventori celebri, anche Alexandre Dumas padre, Giacomo Puccini (che abitava a pochi passi, in via Sant'Agostino) e, molto più tardi, Umberto Eco, che vi ambientò alcune pagine del "Cimitero di Praga".

ANEDDOTO 2 — LA FARMACIA PIÙ ANTICA ACCANTO ALLA PORTA ROMANA

A pochi passi da Porta Palatina, lungo via Garibaldi (l'antica via Dora Grossa, da sempre uno degli assi commerciali storici della città), si trova la Farmacia Chimica Tullio Bosio, fondata ufficialmente nel 1715 ma con origini che risalgono addirittura al 1605 — quasi un secolo prima che la zona della Consolata diventasse meta dei devoti torinesi. La sua facciata, realizzata tra il 1890 e il 1899 dallo stesso Tullio Bosio, è un raro esempio di "devanture" in pietra artificiale in stile Liberty, decorata con un busto di Galeno, simbolo della tradizione farmaceutica. Torino, non a caso, è la prima città in Italia e la seconda in Europa per numero di farmacie storiche ancora conservate — e questa, proprio all'ombra delle mura romane di Porta Palatina, è tra le più antiche in assoluto.

ANEDDOTO 3 — IL TEATRO E IL SUO CAFFÈ "DEI CODINI"

Il Teatro Regio, ricostruito dopo l'incendio del 1936 e oggi tempio dell'opera torinese, condivide il suo pubblico storico con un caffè che si trova a pochi minuti a piedi: il Caffè Fiorio, in via Po 8, inaugurato nel 1780. Fu soprannominato "il caffè dei codini" (o "caffè 'dle Coe", in dialetto) perché ritrovo della nobiltà sabauda di orientamento più conservatore — al contrario del rivale Caffè San Carlo, ritrovo dei patrioti risorgimentali. Si racconta che Re Carlo Alberto, ogni mattina, chiedesse ai propri consiglieri "che aria tirasse" al Fiorio, segno di quanto quel salotto borghese facesse davvero opinione in città. Fu qui, negli anni Trenta del Novecento, che nacque il cono gelato da passeggio: la leggenda vuole che il locale pagasse alcune signorine per sfilare lungo via Po gustando con entusiasmo i gelati Fiorio, lanciando così la moda — fino ad allora "tabù" anche per le signore — di mangiare il gelato camminando per strada.

Dove andare
Le tappe della passeggiata
01
Al Bicerin
Piazza della Consolata, 5 (1763, il caffè di Cavour)
02
Farmacia Chimica Tullio Bosio
Via Garibaldi, 24 (1715, facciata
03
Caffè Fiorio
Via Po, 8 (1780, il "caffè dei codini", presso il
Nota: per la Chiesa di San Lorenzo, in senso stretto, non è stata

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