Rubrica · Piemonte Nascosto
Puntata 11 di 62

La Torino Cristiana: 5 Monumenti tra Miracoli, Santi Sociali e Leggende

La Torino Cristiana: 5 Monumenti tra Miracoli, Santi Sociali e Leggende

Torino non è solo la città della Sindone. Papa Pio XII la definì anche "la città del Santissimo Sacramento", e a guardarla con attenzione la sua mappa religiosa racconta storie che vanno dal miracolo medievale alla leggenda del Graal, passando per alcuni dei "santi sociali" più importanti della storia della Chiesa moderna.

Monumenti: Basilica del Corpus Domini, Piccola Casa della Divina

Provvidenza (Cottolengo), Complesso di Valdocco e Basilica di Maria Ausiliatrice, Chiesa della Gran Madre di Dio

1. BASILICA DEL CORPUS DOMINI — L'OSTIA SOSPESA NELL'ARIA

Il 6 giugno 1453, secondo la tradizione, un soldato aveva rubato un ostensorio con l'ostia consacrata durante il saccheggio della chiesa di Exilles, in Val di Susa, nel corso di una guerra tra il Ducato di Savoia e il Delfinato. Arrivato a Torino con il bottino caricato su un mulo, l'animale inciampò e cadde proprio nella piazza dove oggi sorge la basilica: il sacco si aprì e l'ostensorio cadde a terra, ma l'ostia consacrata sarebbe rimasta sospesa in aria, risplendente, davanti alla folla attonita. Il vescovo, accorso sul posto, alzò un calice verso l'alto: l'ostia si sarebbe lentamente abbassata fino a posarvisi. Sul luogo esatto del prodigio — segnato ancora oggi da una lapide nel pavimento della chiesa — fu eretta prima una piccola edicola (1509), poi, a partire dal 1604, l'attuale basilica. Curiosità nella curiosità: canonico della basilica fu per anni Giuseppe Benedetto Cottolengo, prima di dare inizio, a pochi passi da qui, alla sua opera assistenziale.

2. PICCOLA CASA DELLA DIVINA PROVVIDENZA — NATA IN UN APPARTAMENTO

Il 17 gennaio 1828, in un appartamento di via Palazzo di Città soprannominato "Volta Rossa", il canonico Giuseppe Benedetto Cottolengo diede inizio a un'attività di assistenza per i malati che nessun altro voleva curare. Pochi anni dopo, nel 1832, l'opera fu trasferita in zona Valdocco-Borgo Dora, in una casa di proprietà dei fratelli Farinelli, prendendo il nome con cui è conosciuta ancora oggi: Piccola Casa della Divina Provvidenza, comunemente chiamata semplicemente "il Cottolengo". Curioso il motto su cui si fondava l'accoglienza: chiunque era benvenuto, "purché povero" — un criterio di ammissione capovolto rispetto a quasi ogni altra istituzione caritativa dell'epoca.

3. VALDOCCO — LA TETTOIA CHE DIVENTÒ UN IMPERO EDUCATIVO MONDIALE

Nel 1846, in un quartiere allora periferico e degradato di Torino, don Giovanni Bosco trovò sotto una semplice tettoia di proprietà della famiglia Pinardi la prima sede stabile per i ragazzi di strada che andava radunando da tempo: nacque così l'oratorio salesiano. Da quella tettoia, oggi conservata come cappella, si sviluppò un intero complesso — le "camerette" dove visse don Bosco, la chiesa di San Francesco di Sales, e infine la Basilica di Maria Ausiliatrice, costruita tra il 1865 e il 1868 nel punto dove, secondo la tradizione, don Bosco aveva avuto in sogno la rivelazione del luogo del martirio dei santi torinesi Solutore, Avventore e Ottavio. Nella basilica riposano oggi le spoglie dello stesso don Bosco, insieme a quelle di Maria Domenica Mazzarello, Domenico Savio e Giuseppe Benedetto Cottolengo; nella cripta sono custodite, numerate, ben seimila reliquie di altri santi cattolici — una delle collezioni di reliquie più dense d'Europa, in un singolo edificio.

4. CHIESA DELLA GRAN MADRE DI DIO — DOVE (FORSE) SI NASCONDE IL GRAAL

⚠️ Le storie che seguono sono leggende popolari e teorie esoteriche diffuse, non fatti storici documentati: vanno presentate come tali. Costruita tra il 1818 e il 1831 su progetto di Ferdinando Bonsignore per celebrare il ritorno di Vittorio Emanuele I dopo la caduta di Napoleone, la Gran Madre richiama volutamente il Pantheon di Roma. Ai lati della scalinata d'ingresso si trovano due statue, la Fede e la Religione: la prima tiene in mano un calice. Da qui è nata una leggenda diffusissima a Torino, secondo cui quella statua rappresenterebbe in realtà la Madonna con il Sacro Graal, e il suo sguardo indicherebbe la direzione in cui sarebbe nascosto il calice di Cristo da qualche parte in città — teoria suggestiva ma resa impossibile da verificare dal fatto che la statua, scolpita senza pupille, non ha davvero uno "sguardo" orientabile. Ad alimentare il mistero contribuisce anche l'ipotesi, altrettanto leggendaria, che la chiesa sorga sul sito di un antico tempio dedicato alla dea egizia Iside, la "Grande Madre" da cui deriverebbe il nome stesso dell'edificio. Più documentato, invece, un altro dettaglio: nel pilone centrale del vicino ponte Vittorio Emanuele I fu effettivamente murata, nel 1810, una cassa con monete e medaglie d'epoca napoleonica — una pratica comune per l'epoca, ma che a Torino è bastata a far nascere l'ennesima leggenda del "tesoro nascosto".

5. CHIESA DI SAN LORENZO — IL VOTO DI UNA BATTAGLIA (RICHIAMO)

Già citata nella Puntata 2 di questa rubrica insieme a Cattedrale, Porta Palatina e Santuario della Consolata, la Chiesa di San Lorenzo merita qui un richiamo per completare il quadro della "Torino cristiana": fu fatta costruire per voto da Emanuele Filiberto di Savoia dopo la vittoria nella battaglia di San Quintino (1557), combattuta proprio nel giorno di San Lorenzo — lo stesso duca che, di lì a poco, avrebbe portato a Torino la Sacra Sindone.

Dove andare
Le tappe della passeggiata
01
Basilica del Corpus Domini
Via Palazzo di Città, Torino
02
Piccola Casa della Divina Provvidenza (Cottolengo)
Via Cottolengo,
03
Complesso salesiano di Valdocco e Basilica di Maria Ausiliatrice —
04
Chiesa della Gran Madre di Dio
Piazza Gran Madre di Dio, 4, Torino
05
Chiesa di San Lorenzo
Piazza Castello, Torino

Per approfondire

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