Alessandria è una città che porta nel nome stesso la propria storia: fondata nel 1168 dalla Lega Lombarda come baluardo difensivo contro il Barbarossa, fu intitolata a Papa Alessandro III in segno di alleanza politica e religiosa contro l'imperatore germanico, un atto fondativo che riassume in sé l'intera ragion d'essere di questa città di pianura, nata non per ragioni commerciali o religiose come molti altri centri piemontesi, ma specificamente come strumento di resistenza politico-militare in uno dei momenti più tesi della storia comunale italiana. Capoluogo di provincia con circa 92.000 abitanti, Alessandria conserva ancora oggi tracce evidenti di questa vocazione difensiva, con la Cittadella che rappresenta uno dei sistemi fortificati settecenteschi meglio conservati d'Europa.

La leggenda narra che gli alessandrini, durante l'assedio del Barbarossa del 1174-1175, fecero credere all'imperatore germanico di disporre di scorte alimentari praticamente inesauribili facendo sfilare sulle mura una vacca particolarmente grassa, convincendo le truppe assedianti che la città avrebbe potuto resistere indefinitamente — un aneddoto che, vero o parzialmente romanzato dalla tradizione popolare, racconta efficacemente lo spirito di resistenza pragmatica che caratterizzò fin dalle origini l'identità di questa città di confine e di frontiera politica. Un giorno ad Alessandria permette di esplorare questa doppia anima — quella militare della Cittadella e quella più civile e commerciale del centro storico — concludendo la visita con una sosta nella solida tradizione gastronomica locale, in un territorio dove le influenze piemontesi, liguri e lombarde si incontrano da secoli.