Rubrica · Piemonte Nascosto
Puntata 59 di 62

IL MONTE BIANCO: LA NASCITA DELL'ALPINISMO (E PERCHÉ NON È PROPRIO PIEMONTE)

Courmayeur (Valle d'Aosta) e Chamonix (Francia)
IL MONTE BIANCO: LA NASCITA DELL'ALPINISMO (E PERCHÉ NON È PROPRIO PIEMONTE)

L'8 agosto 1786 è la data simbolica in cui nasce l'alpinismo moderno: quel giorno, due uomini di Chamonix raggiunsero per la prima volta la vetta più alta delle Alpi, dopo quattordici ore e mezza di salita. Quello che seguì fu uno dei casi più clamorosi di ingiustizia storica nella storia dello sport — corretto solo dopo oltre un secolo.

NOTA PRELIMINARE

⚠️ Una precisazione geografica doverosa, già anticipata: il Monte Bianco, con i suoi 4.807 metri la montagna più alta delle Alpi e dell'Europa occidentale, si trova sul confine tra la Francia e la Valle d'Aosta — non il Piemonte. Resta comunque una storia da raccontare in questa rubrica, sia per la sua importanza assoluta nella storia dell'alpinismo alpino in generale, sia per un legame torinese diretto, poco noto, che emergerà tra poco.

ANEDDOTO 1 — UN PREMIO MESSO IN PALIO PER VENTISEI ANNI

Tutto cominciò nel 1760, quando il naturalista ginevrino Horace- Bénédict de Saussure — che osservava la vetta ogni giorno dalla propria casa di Ginevra — mise in palio un premio di tre ghinee per chi fosse riuscito a raggiungere la cima del Monte Bianco. Passarono ventisei anni prima che qualcuno riuscisse nell'impresa: a raccogliere la sfida furono Jacques Balmat, ventiquattrenne cercatore di cristalli, e Michel-Gabriel Paccard, medico ventinovenne, entrambi di Chamonix. La salita, seguita passo passo con un cannocchiale dal barone prussiano Adolf Von Gersdorff appostato su un poggio sopra il paese, fu drammatica: a un certo punto Balmat volle tornare indietro, preoccupato per la figlia neonata gravemente malata (che sarebbe morta proprio quel giorno), ma Paccard lo convinse a proseguire. Raggiunsero la vetta alle 18:23, dopo quattordici ore e mezza di cammino, restando in cima poco più di mezz'ora per effettuare misurazioni scientifiche con il barometro di Torricelli.

ANEDDOTO 2 — IL MEDICO LAUREATO A TORINO, CANCELLATO DALLA STORIA

Ecco il legame piemontese: Michel-Gabriel Paccard, il vero primo uomo a mettere piede sulla vetta — fu lui, non Balmat, a guidare l'ultimo tratto verso la cima, secondo le ricostruzioni storiche più accurate — si era laureato in medicina proprio a Torino. Nonostante ciò, fu vittima di una delle campagne diffamatorie più feroci della storia alpinistica: lo scrittore ginevrino Marc Théodore Bourrit, geloso del fatto che un "semplice" medico di Chamonix avesse battuto sul tempo lo stesso de Saussure, diffuse per anni la versione secondo cui sarebbe stato lo scienziato ginevrino — salito sulla vetta solo l'anno successivo, nel 1787, con una spedizione di 18 guide che trasportavano persino un letto e una stufa — il vero primo conquistatore della montagna, con Balmat semplicemente come guida. Paccard tentò di difendersi pubblicando una relazione per la stampa, mai uscita; Balmat stesso, in una dichiarazione giurata pubblicata sulla Gazzetta di Losanna, confermò il ruolo di Paccard, ma la diffamazione proseguì fino alla sua morte e oltre. Solo agli inizi del Novecento, grazie al ritrovamento del diario del barone Von Gersdorff che aveva osservato l'intera scalata con il cannocchiale, il primato fu definitivamente restituito al medico torinese di formazione — quasi centoventi anni dopo i fatti.

ANEDDOTO 3 — DA "MONTE MALEDETTO" A SIMBOLO DELL'ILLUMINISMO

Prima dell'Ottocento, il Monte Bianco non era affatto considerato un luogo di bellezza dagli abitanti delle valli circostanti: veniva chiamato "Mont Maudit", il monte maledetto, popolato secondo la tradizione popolare da spiriti malvagi che abitavano tra i ghiacciai incombenti — crolli glaciali frequenti minacciavano realmente i pascoli sottostanti, alimentando la superstizione. Fu proprio l'Illuminismo, con il suo spirito scientifico e la sua volontà di conoscenza razionale, a trasformare la montagna da luogo di terrore in oggetto di studio e conquista: la prima ascensione del 1786 segnò l'inizio della cosiddetta "fase di conquista" dell'alpinismo, in cui vennero progressivamente scalate tutte le grandi vette alpine oltre i quattromila metri, fino all'ultima — il Cervino — raggiunta da Edward Whymper nel 1865.

ANEDDOTO 4 — UNA FRONTIERA ANCORA OGGI DISCUSSA

Curiosità geopolitica poco nota: il confine esatto sulla vetta del Monte Bianco resta, tecnicamente, oggetto di disputa tra Italia e Francia. La linea di confine fu fissata nel 1861 con il Trattato di Torino, lo stesso che cedette Nizza e Savoia alla Francia (già raccontato nella Puntata 25), e seguiva lo spartiacque naturale — versione tuttora riconosciuta dall'Italia. I francesi, dopo aver "smarrito" il documento originale, presentarono nel 1865 una nuova copia, redatta dal capitano di stato maggiore Joseph Mieulet, che poneva l'intera cima in territorio francese — una versione mai accettata ufficialmente dall'Italia, che genera ancora oggi occasionali tensioni diplomatiche su una vetta che, tecnicamente, nessuno dei due Paesi può rivendicare con assoluta certezza cartografica.

DOVE ANDARE — RIEPILOGO TAPPE

• Courmayeur (Valle d'Aosta) — versante italiano, Società Guide Alpine Courmayeur dal 1850 • Skyway Monte Bianco — funivia panoramica, Courmayeur • Giardino Alpino Saussurea — 2.175 m, il giardino botanico più alto d'Europa • Chamonix (Francia) — statua di Balmat e de Saussure nel centro cittadino

Per approfondire

Alto Piemonte: Nebbiolo, Gattinara, Boca e vigneti ai piedi delle Alpi Il Piemonte spiegato a chi lo visita per la prima volta: territori, distanze e scelte Torino automotive: Museo dell’Automobile, Lingotto e luoghi dell’industria Alagna Valsesia: sci, freeride e Monte Rosa per chi cerca alta montagna Tour: Novara, Ghemme, Boca e Colline Dell'alto Piemonte Tour: Limone Piemonte, Alpi Marittime e Via del Sale