Dopo aver raccontato, nella Puntata 47, la vita e la morte di Fausto Coppi a Castellania e Novi Ligure, è il momento di parlare della gara che porta il suo nome: una delle Granfondo più dure e prestigiose d'Europa, che ogni anno trasforma Cuneo in capitale internazionale del ciclismo amatoriale — e che, percorrendo le sue strade, ripassa quasi punto per punto i luoghi già raccontati in questa rubrica.
La Granfondo Internazionale La Fausto Coppi parte e arriva, dal 1987, in Piazza Galimberti a Cuneo — la stessa piazza già raccontata nella Puntata 36 come cuore della Cuneo ottocentesca, e nella Puntata 43 come sede storica della Pasticceria Arione, patria dei cuneesi al rhum. Nell'edizione più recente, la trentasettesima, la corsa ha richiamato oltre 2.700 iscritti da 33 nazioni diverse — una densità internazionale che pochissimi eventi sportivi amatoriali italiani riescono a raggiungere, complice anche un gemellaggio ufficiale con un Paese ospite diverso ogni anno (nell'edizione più recente, la Danimarca).
Il percorso principale della Granfondo è considerato tra i più impegnativi d'Italia: 172 chilometri e oltre 4.300 metri di dislivello complessivo, con tre Gran Premi della Montagna di cui due sopra i 2.000 metri di altitudine. Dopo una prima parte in pianura verso Busca, la corsa risale la Valle Varaita — già raccontata nella Puntata 10 per la tradizione delle ravioles — fino al Colle di Sampeyre (2.284 metri), per poi scendere in Valle Maira e affrontare la salita più temuta dell'intero tracciato: i 21 chilometri che, passando per il Colle d'Esischie, portano fino al Colle Fauniera, a 2.481 metri di quota. Esiste anche un percorso non competitivo, il "Fauniera Classic", che sale fino allo stesso colle passando esplicitamente per Valgrana, Pradleves e il Santuario di San Magno a Castelmagno — esattamente il territorio già raccontato nella Puntata 9, tra la storia del formaggio DOP e la memoria sobria dei cinque giovani scomparsi nel 2020.
Il percorso "Mediofondo", più breve (111 chilometri, 2.500 metri di dislivello), parte anch'esso da Piazza Galimberti e passa per Caraglio — la stessa cittadina già raccontata nella Puntata 14 per l'aglio storico e lo zafferano, e nella Puntata 36 come paese d'origine di parte dei fondatori medievali di Cuneo. Da lì sale fino al Colle Fauniera, scende su Demonte in Valle Stura, e tocca infine Borgo San Dalmazzo — già protagonista delle Puntate 12 e 13 per la transumanza e la Fiera Fredda delle lumache — prima di rientrare a Cuneo. È difficile trovare un singolo evento sportivo capace di attraversare, in una sola giornata, così tanti dei luoghi e delle storie raccontate in questa rubrica nel corso di mesi.
Negli ultimi anni la Granfondo La Fausto Coppi si è trasformata in qualcosa di più ampio di una semplice competizione ciclistica: il weekend dell'evento include convegni istituzionali su sostenibilità e transizione energetica, attività per famiglie e ragazzi, momenti culturali e una sfilata delle nazioni partecipanti, trasformando l'intera città di Cuneo, per tre giorni, in un crocevia internazionale di sport e turismo. Gli organizzatori destinano inoltre parte dei proventi a opere concrete per il territorio — in una recente edizione, oltre 20.000 euro donati ai Comuni della provincia per la manutenzione dell'asfalto delle stesse strade percorse dalla gara — un piccolo gesto di restituzione che lega, idealmente, lo sport alla cura del territorio che lo ospita.
• Piazza Galimberti, Cuneo — partenza e arrivo dal 1987, già Puntate 36 e 43 • Colle di Sampeyre (2.284 m) — Valle Varaita, già Puntata 10 • Santuario di San Magno, Castelmagno — già Puntata 9 • Colle Fauniera (2.481 m) — il valico simbolo della corsa • Caraglio — già Puntate 14 e 36 • Borgo San Dalmazzo — già Puntate 12 e 13