C'è un solo modo per raccontare davvero Torino: non come una somma di luoghi separati, ma come un'unica storia in cui re, fiume, fabbriche, chiese e portici si tengono per mano. Per cinque anni, dal 1861 al 1865, questa città fu il cuore politico dell'Italia intera — la prima, vera capitale di una nazione appena nata. Quello che successe prima, durante e dopo quei cinque anni racconta meglio di qualunque altra cosa cosa significhi davvero essere "Torino regale".
Il 18 febbraio 1861, nell'aula della Camera Subalpina di Palazzo Carignano — già incontrato in questa rubrica nella Puntata 19 per i suoi legami con Cavour — si inaugurò l'VIII Legislatura: il primo parlamento della storia italiana unificata. Pochi giorni dopo, il 17 marzo 1861, con un atto normativo composto da un solo articolo presentato dallo stesso Cavour, il Parlamento proclamò Vittorio Emanuele II Re d'Italia "per grazia di Dio e volontà della nazione". Cavour stesso annotò, con parole rimaste celebri: "Il Parlamento, nel giorno solenne della seduta reale, coll'entusiasmo della riconoscenza e dell'affetto, acclamava Vittorio Emanuele II Re d'Italia". Torino divenne così, quasi automaticamente — essendo già capitale del Regno di Sardegna che aveva unificato la penisola — la prima capitale del nuovo Regno d'Italia, ruolo che mantenne fino al 1865. Lo scrittore Edmondo De Amicis, nel suo libro "Le tre capitali" (1897), ricordò con nostalgia quegli anni come "quel bel tempo, che par già tanto lontano": Torino, scrisse, era passata dall'essere "un austero centro burocratico" a "una città di grandi viali bordeggiati da palazzi aristocratici", illuminata dal 1838 — tra le prime città d'Europa — dalla luce a gas già raccontata nella Puntata 1 di questa rubrica, attraverso la gara tra il Caffè San Carlo e il Ristorante del Cambio.
Tre edifici racchiudono l'intera architettura del potere sabaudo, e oggi compongono insieme il sito UNESCO delle Residenze Sabaude. Palazzo Reale, residenza dei duchi di Savoia prima e dei re di Sardegna poi, fu sede del primo Re d'Italia fino al 1865: qui Carlo Alberto presiedeva il Consiglio dei ministri, e qui, il 4 marzo 1848, firmò lo Statuto Albertino — il moderno sistema legislativo bicamerale di cui l'Italia conserva ancora oggi l'eredità. Palazzo Madama, già raccontata indirettamente nella Puntata 39, divenne sede del Senato Subalpino. Palazzo Carignano, dove nacque lo stesso Carlo Alberto, fu invece la sede della Camera dei Deputati dal 1848 fino al trasferimento della capitale: quando l'aula originaria, progettata secondo lo stile barocco del Guarini, risultò troppo piccola per il nuovo Parlamento nazionale, si decise un ampliamento verso l'attuale piazza Carlo Alberto — un'aula grande e maestosa che, per ironia della sorte, non fu mai utilizzata per lo scopo originario: i lavori terminarono solo nel 1871, sei anni dopo che Torino aveva già perso il titolo di capitale.
Il trasferimento della capitale verso il centro Italia — deciso per ragioni politiche legate alla futura conquista di Roma, e accordato con la Francia il 15 settembre 1864 — non fu accolto pacificamente dai torinesi. Il 21 e 22 settembre 1864 il popolo e perfino reparti del Regio Esercito insorsero in quella che la storia ricorda come la "strage di Torino": oltre alla ferita d'orgoglio campanilistico, a scatenare la rivolta fu soprattutto la concreta perdita di migliaia di posti di lavoro legati alla presenza dei ministeri. I disordini proseguirono fino all'inizio del 1865: gli ennesimi tumulti di fine gennaio convinsero infine Vittorio Emanuele II ad accelerare la propria partenza, che avvenne il 3 febbraio 1865, verso Palazzo Pitti a Firenze — la nuova capitale, scelta secondo lo storico federalista Giuseppe Ferrari solo come tappa intermedia, perché "non havvi unitario che non parli di stabilire sul Campidoglio la sede del suo futuro governo": Roma, non Firenze, era il vero traguardo finale.
La perdita del ruolo di capitale fu un colpo durissimo per l'economia cittadina: la popolazione diminuì temporaneamente di circa trentamila persone, in fuga insieme ai funzionari pubblici e ai ministeri trasferiti a Firenze. Fu proprio per evitare il declino definitivo che Torino, già dotata di piccole distillerie, filande e officine, iniziò a reinventarsi come grande centro industriale. La data simbolo di questa rinascita arrivò il 1899, quando a Palazzo Bricherasio fu firmato l'atto di fondazione della FIAT — Fabbrica Italiana Automobili Torino — la stessa azienda già raccontata diffusamente nelle Puntate 22, 23 e 40 di questa rubrica, dal Lingotto al Robogate. In poco più di una generazione, la città che aveva perso il Parlamento si trasformò nella capitale italiana dell'automobile: un secondo, diverso tipo di "regalità", non più dinastica ma industriale.
Mentre il potere politico si spostava verso sud, restavano immutati gli elementi che, in questa rubrica, abbiamo raccontato puntata dopo puntata come la vera identità profonda della città. Il Po, lungo cui si sviluppa il Parco del Valentino con il suo Borgo Medievale (Puntata 3), e che la Chiesa della Gran Madre — già raccontata nella Puntata 11 tra leggende esoteriche e il Santo Sepolcro del Graal — osserva dall'alto della propria scalinata neoclassica. I portici, già raccontati nella Puntata 33 per il loro strano destino di esportazione fallita a Roma, che ancora oggi collegano Piazza Castello a Piazza Vittorio Veneto in un unico, ininterrotto percorso coperto. I caffè storici — Fiorio, San Carlo, Mulassano, Platti, Baratti & Milano, raccontati nelle Puntate 1, 2, 5 e 28 — che videro sfilare cospiratori risorgimentali, nobili conservatori e futuri presidenti della Repubblica negli stessi tavolini dove oggi si serve ancora il Bicerin. E naturalmente il cibo: la gianduia, il vermouth e i suoi cocktail (Puntata 53), il tramezzino nato al Mulassano, il pollo "esotico" del cacao e del caffè arrivati da continenti lontanissimi (Puntata 39) — tutto ciò che ha reso Torino, ben oltre il breve periodo da capitale politica, una capitale del gusto che dura ininterrottamente da secoli.
• Palazzo Carignano — sede del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, già Puntata 19 • Palazzo Reale e Palazzo Madama — Piazza Castello, sito UNESCO Residenze Sabaude • Palazzo Bricherasio — luogo di fondazione della FIAT (1899) • Lingotto — già Puntate 22, 23, 40 • Chiesa della Gran Madre di Dio — già Puntata 11 • Caffè storici del centro — già Puntate 1, 2, 5, 28 • Portici di via Po e Piazza Vittorio Veneto — già Puntata 33