Lessona è una denominazione DOC di una decina di ettari vitati e poche migliaia di bottiglie l'anno — probabilmente la più piccola denominazione viticola di rilievo del Piemonte. Eppure i collezionisti internazionali di vino che la conoscono la acquistano con una determinazione che non riserva quasi ad altri vini italiani. Il Lessona DOC — prodotto da Nebbiolo (Spanna) in purezza o con piccole aggiunte di Vespolina e Bonarda nelle colline biellesi — è considerato da alcuni critici il Nebbiolo più elegante e più fine dell'intero arco alpino piemontese. Non il più potente (quello è il Barolo di Serralunga), non il più complesso (quello è il Barolo di La Morra), ma il più setoso, il più floreale, il più vicino alla raffinatezza del Pinot Nero di Borgogna tra tutti i Nebbiolo italiani.

Questa eleganza viene dal territorio: i suoli di Lessona sono porfirici — rocce vulcaniche acide — con un drenaggio perfetto e un'esposizione a sud che massimizza la maturazione del Nebbiolo senza cedergli la struttura pesante che i suoli calcarei delle Langhe gli imprimono.