Due giorni ad Asti permettono di unire due mondi che si completano: la città medievale delle torri e dei palazzi, e le colline del Monferrato astigiano con i loro vigneti, i borghi e le cantine. È un itinerario pensato per chi ama il vino e i ritmi lenti, ideale per una coppia o un piccolo gruppo, da fare preferibilmente con l'auto per raggiungere le colline.
Giorno 1: la città
Il primo giorno è dedicato ad Asti città. La mattina si visita il cuore medievale: la Cattedrale di Santa Maria Assunta, gotica e imponente, la Collegiata di San Secondo dedicata al patrono, e le torri che hanno dato ad Asti la fama di "città delle cento torri", a partire dalla Torre Troyana. Si passeggia lungo Corso Alfieri, l'asse del centro, tra palazzi nobiliari e tracce romane.
Il pomeriggio è il momento del vino in città: Asti ha enoteche e locali dove iniziare a conoscere Barbera e Moscato prima di salire in collina. La sera, cena in una trattoria del centro con agnolotti, carne cruda e un calice di Barbera d'Asti.
GIORNO 2: LE COLLINE E LE CANTINE
Il secondo giorno si lascia la città per le colline del Monferrato, patrimonio UNESCO insieme a Langhe e Roero. Bastano pochi chilometri per immergersi in un paesaggio di vigneti ordinati, borghi su crinali e campanili che spuntano tra le vigne. Tappe consigliate sono Costigliole d'Asti, con il suo castello e le cantine di Barbera, e Nizza Monferrato, capitale della Barbera Nizza e cittadina vivace di mercato.
Il cuore della giornata è la visita in cantina con degustazione. Nel Monferrato astigiano molte aziende ricevono i visitatori, ma quasi sempre su prenotazione: conviene contattarle in anticipo e costruirsi un paio di tappe, alternando una visita tecnica a un pranzo tra le vigne. È il modo migliore per capire la differenza tra Barbera, Grignolino, Ruchè e Moscato direttamente da chi li produce.
GLI INFERNOT E IL PAESAGGIO UNESCO
Una particolarità del Monferrato sono gli infernot: piccole cantine scavate a mano nella pietra da cantoni sotto le case, usate per conservare le bottiglie. Diversi paesi ne hanno di visitabili, ed è un'esperienza che racconta la cultura contadina del vino meglio di qualsiasi museo. Anche questi vanno verificati in anticipo per orari e visite.
COSA PORTARSI A CASA
Oltre alle bottiglie, il Monferrato astigiano regala prodotti gastronomici di qualità: nocciole, formaggi, salumi e i celebri amaretti. I mercati di paese e le botteghe dei produttori sono il posto giusto per gli acquisti, spesso a contatto diretto con chi li realizza.
DOMANDE FREQUENTI
Serve l'auto per questo itinerario? Per la città no, ma per le colline e le cantine sì: i collegamenti pubblici verso i borghi sono limitati. In alternativa si può ricorrere a un autista privato, soluzione comoda anche per le degustazioni.
Le cantine si visitano senza prenotare? Quasi mai. Nel Monferrato astigiano la prenotazione è la regola: meglio organizzare le tappe con qualche giorno di anticipo.
Qual è il periodo migliore? Primavera e autunno, soprattutto la vendemmia di settembre-ottobre, quando le colline danno il meglio. In quei periodi conviene prenotare con largo anticipo.


